Vacances


Seguo, come spesso capita, TRN: ci si riapplica (con calma) al blog tra una decina di giorni. Lo dico per i commentatori, di fatto la frequenza di postaggio non ne risentira' granche'; sulla qualita' ovviamente non ci sono (piu') grandi speranze.
Valete
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Capri (espiatori) e caproni (speculatori)

Ho molta stima e riconoscenza per l'ottimo Libertyfirst, un giovane ingegnere capace di divulgare temi, argomenti e testi fondamentali per la cultura liberale e liberista, che noi con poco tempo per informarci gradiamo moltissimo.
Ha solo un difetto il Nostro, anzi due; il primo e' che si deve'ssere fidanzato a Vienna tanto la ama - noi invece, concretissimi ingegneri vissuti nel Show me State del Missouri, siamo restii all'adesione totale a questo o a quell'impianto teoretico, per quanto convincente; il secondo invece passera' col tempo: e' giovane, per cui come a tutti i giovani capita di prender veementemente posizioni. A volte preconcette.

Ad esempio: Tremonti proprio non gli va giu'. Come del resto Reagan, a suo tempo.
Lo espone in un articolo nel mi querido Covo di Charlie, dove e' attiva una redazione economica di tutto rispetto - solo, come tutto il Giornaliettismo del resto, un po' troppo allineata per i miei gusti al correct di questi tempi (a destra o sinistra non cambia); avete presente quella una sorta di liberism-chic in voga da Rossi giu' giu' sino a Boeri passando per Giavazzi? Somos todos liberalleros, puo' oggi gridare persino Bersani, l'ex compagno presidente dell'Emilia quand'era Rossa per davvero. E il Covo di Charlie oime', conformisticamente s'adegua.

L'articolo in questione vorrebbe dimostrare che Tremonti ha torto - capirai la novita': (anche) nel considerare la speculazione finanziaria come causa principale dell'aumento dei prezzi delle materie prime e dei beni primari.
Poiche' sul tema la vedo esattamente come il Ministro, ma al contempo stimo il nostro giovin ingegnere da tempo eletto a mia fonte "nobile" di pensiero social-politico-economico, mi son detto "Bene! Elenchera' una serie di dati che confutano le tesi tremontiane. Utile, magari cambio idea".
Beh, nulla di tutto questo: sfortunatamente l'articolo e' meramente d'opinione non certo di dati che confutino l'altrui opinioni. Sorry, it's not enough.

Attenzione, non ci bastano risposte che si darebbero a un baluba qualsiasi che si metta a sbraitare sull'aumento del venti percento del costo dell'ombrellone, stracciandosi le vesti contro i commercianti "che se ne approfittano".
La scena del delitto qui e' diversa: abbiamo il prezzo del petrolio RADDOPPIATO in sei mesi.
C'e' chi al riguardo afferma, compulsando i sacri testi classici, che non sta succedendo nulla di nuovo e che e ' tutto sotto controllo; qualcun altro invece (Tremonti) scrive un libro fuori dagli schemi che propone analisi della situazione e proposte di soluzione criticabili forse (non certo da me); di sicuro e' l'unica elaborazione che sottolinei la DIVERSITA' della sitauzione attuale - in termini di velocita' e di masse (monetarie ed umane) in movimento - rispetto al Mondo descritto da Vienna nel secolo scorso. Liquidarla con una alzata di teoretica spalla, trovo sia quantomeno ... crociano (i due lettori di questo blog sanno: non e' un complimento).

Un dato non una opinione che da solo confuta le opinioni esposte nell'articolo e' la decisione dei Sauditi, i maggiori produttori al Mondo, di aumentare la produzione di greggio che ha di fatto avuto impatto NULLO sul suo prezzo.
Secondo la dottrina classica della domanda e dell'offerta, un annuncio di aumento della produzione avrebbe dovuto perlomeno calmierare gli aumenti; invece gnente. E allora si capisce che sotto c'e qualcosa di piu' che non (solo) l'aumento degli acquisti di India e Cina: o e' l'esaurimento delle scorte (ma allora come farebbe l'Arabia a aumentare il tiraggio?), oppure sarebbe come sostenere che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono piu' fare, cioe' una comoda bufala.
Seconda considerazione: affermare che il mercato dei derivati sia intrinsecamente e inevitabilmente legato ai valori dei beni "reali" sottostanti, al punto che l'unica opzione per spezzare il legame sia di "far magazzino" come viene detto nell'articolo, e' affermazione valida al piu' fino al 1960.
A parte che il derivato per come e' fatto, risente amplificandole delle VARIAZIONI dei prezzi piu' che del loro valore assoluto, oggi, mi pare, esiste un mercato degli stessi. Cioe' questi possono esser scambiati esattamente come la carta moneta, i bonds o i beni stessi, a una velocita' infinita tra l'altro; rimanere col cerino in mano e' raro e catastrofico, vedi caso subprime, ma in ogni caso paga il parco buoi come nel mercato azionario.

Non e' solo questo il punto - l'indipendenza di fatto tra dinamiche dello strumento derivato e bene reale sottostante.
Gli e' che la massa di liquidita' in costante movimento mondiale, ampliata a dismisura dai derivati (che sono strumento che sfutta l'effetto leva, cioe' detto in soldoni, impegnando cento muovono diecimila), si e' dilatata al punto che non e' piu' controllabile. Tantomeno dalle dinamiche "reali" del bene fisico sottostante o dai Governi.
E non da oggi: siamo sufficientemente anziani da ricordare l'attacco speculativo alla lira pre-Euro lanciato in primis da tal Soros, che "vinse" qualche centinaia di fantastiliardi alle scommesse (si giocava allora sulla lira buttata fuori dallo Sme), senza che i milardi in valuta gettati al macero da uno stubborn Governatore della Banca d'Italia - tal Ciampi - facessero un baffo agli "scommettitori".
E allora di cosa stiamo parlando?

Un discorso possibile da farsi in contrasto a quanto sostiene Tremonti non e' certo sulla natura finanziaria e speculativa dei fenomeni sui prezzi dei beni primari in corso che pare poco contestabile, bensi' sul fatto che probabilmente non si puo' piu' parlare di "speculatori" singoli e individuabili.
La massa, la "bolla" di liquidita' in movimento frenetico e' talmente grossa che si muove oramai con logiche tutte sue, inarrestabili dal singolo e tantomeno dai Governi o dalle Banche Centrali.
Come una sorta di Terminator3 (quello di "metallo liquido"), si dirige senza trovare ostacoli alla velocita' di Internet dove gli conviene - nota bene: non piu' sui mercati azionari o sui bond di stato come negli anni '90, ma prediligendo le piu' redditizie "scommesse" sulle commodities - radendo al suolo i rapporti tra domanda e offerta; prima o poi, cresciuta ancora un po', annusa se c'e' qualche altro impiego piu' conveniente, decolla e si sposta.

Forse qualche singolo "speculatore" in tale mare sconfinato e' ancora identificabile, ha dimensioni infinitesime risapetto alla massa totale ma maggiori di tutti gli altri: sono i Fondi Sovrani.
E allora una prima risposta al dilemma del prezzo che raddoppia senza motivo "classico" forse la troviamo: dato che essi sono in mano ai Paesi Produttori ed Esportatori, dai forzieri ricolmi e non svuotabili di svalutati dollari, gli conviene menare la danza del rialzo dei prezzi per (piu' che) rifarsi delle perdite in valuta.
Ma qui, lo diciamo, siamo nel terreno della pura opinione identitaria e complottista. Speculativa, tanto per cambiare.
Comunque bottom line: sorry Libertyfirst, ma ancora una volta io sto con Tremonti, foss'anche solo perche', da autentico snob quale sono, sto dalla parte di chi viene trattato con molta sufficienza da certa intellighentsjia a la page, salvo poi ricredersi (persino Draghi ha ammmesso a denti stretti l'esistenza di speculazione dietro l'impennata dei prezzi).
Se non altro perche' per me Stato Minimo e' diverso da No Stato solo Mercato, che sarebbe opzione invero terrificante in un mondo "cinese" (by the way, per tornare all'incipit aussi tranchant dell'articolo, Cina che da tempo sta aiutando Mugabe).

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Ci stai dentro? Allora okkio ...

Discorso generale e generico quello che vado a fare: vale per tutto e niente, non ho nulla e nessuno di particolare come bersaglio.
Personalmente richiedo sempre il parere dei "tecnici" nel mio mestiere. Le loro idee sono sempre parte fondante delle decisioni importanti.
Solo, ho imparato sulla mia pelle a guardarmi dal seguire acriticamente i consigli degli "esperti": piu' ne sanno, con maggior cautela vanno seguiti.
Perche' lo dice la parola stessa: starci dentro e' l'opposto del distacco, esser parte e' il contrario dell'oggettivita'. Per avere una visione e' fondamentale posizionarsi in alto, non in mezzo.
Il generale piu' amato dai suoi soldati, Napoleone, dopo aver passato in rassegna la prima linea, all'inizio di ogni battaglia si cercava una collinetta da cui vederne bene gli sviluppi d'insieme; da li' mandava messe di ordini, non richieste di consigli.

Al pari, leggo avidamente e con grande interesse molti dei sedicenti economisti liberisti, celebrati (come Giavazzi) o de-cerebrati (come Boeri), professionisti famosi nel reale piuttosto che "dilettanti" nel web (alcuni piu' informati e ficcanti dei celebrati e famosi).
Forniscono copia di elementi essenziali per capire, per farsi un quadro; il fatto e' che che sovente le informazioni che trasmettono, i dati che presentano mi portano a tirare conclusioni discretamente lontane da quelle che le loro analisi gli fan ricavare a loro: da "immersi", "con le mani in pasta", e soprattutto da aderenti con poche riserve a un set teorico predeterminato con cui leggere la realta', trovo che a volte a costoro sfugga il disegno complessivo. Perche' il mondo e' spesso piu' turbolento mutevole e "creativo" di tutte le nostre filosofie.
Esattamente come i miei tecnici sono distratti, a volte "vedono troppe cose tutte assieme", come sintetizzava Napoleone dei suoi avversari perdenti; e' un rischio concreto per chi si muova nel sottobosco e segua con applicazione e fedelta' mappe disegnate a Vienna all'inizio del secolo scorso (pur le migliori disponibili ...).

Per questi motivi ad esempio stimo e ascolto Draghi con attenzione ma, controcorrente dal milieu degli "esperti", apprezzo di piu' Tremonti.
Se non altro gli andrebbe riconosciuto di aver identificato ben prima dell'altro peritissimo "tecnico" ex Goldman Sachs, le ragioni speculative, solo inizialmente "cinesi" di certi spaventosi aumenti dei prezzi di materie prime e beni primari.
Ora tutti, esperti inclusi, s'accodano e gli danno ragione al riguardo. Non sara' l'unico argomento su cui assisteremo a Canosse da parte di liberisti un po' troppo attaccati ai sacri testi, profetizzo.
Secondo tale visione, la fame di energia e grano da Cindia (Cina-India) e' solo l'innesco di una crisi speculativa, con poche responsabilita' anche a dire il vero dei petrolieri downstream: il loro ruolo nello scenario un tempo sarebbe stato descritto come "profittatori di regime".
Questi fenomeni speculativi trovano le loro cause nella possibilita' di dirigere movimenti di masse finanziarie enormi, ben superiori a quelle delle Banche Centrali, levereggiando due lire due di derivati senza pagar "dazio", cioe' senza versare minime garanzie (da cui crisi dei subprime etc.etc., da cui le "coperture" a carico del mercato, coll'Euribor che triplica in un mese etc.etc.).
Insomma guarda caso, piu' che di popoli che acquisiscono livelli di consumo occidentali, i "colpevoli" sarebbero i finanzieri, soprattutto chi gestisce flussi finanziari "sovrani" dei Paesi Esportatori; lo dimostrerebbe tra l'altro il miserabile flop sui prezzi post annuncio dell'aumento di produzione petrolifera Saudita.
E' un Mondo apparentemente paradossale e poco logico quello che si tende a "leggere" con chiavi messe a punto nel secolo scorso: crisi finanziaria mondiale causata dagli strumenti finanziari, la caduta del dollaro inasprita da chi ne detiene quantita' immense, stretta di liquidita' in presenza di masse di liquidita' immani ...
E tutto cio' che sanno fare i bancari centrali e' inasprire i tassi (cioe' colpire consumi e il valore aggiunto) invece di far "scendere a terra" la bolla degli strumenti derivati, provando a zavorrare la velocita' della luce del movimento del denaro virtuale; sanno solo indicare alle masse e ai politici ignoranti il dito dell'inflazione (curando l'effetto non la causa), per non togliersi il giocattolino mondiale dalle mani, aspettando che vada sempre peggio mentre loro si leccano le ferite.
Ma qui il discorso si fa lungo e meno generico, per cui meglio mi taccia (i "tecnici" non amano le invasioni del loro campo).
Dico solo che almeno Tremonti non si riempie la bocca di oscenita' tipo "i benefici ai consumatori portati dalla concorrenza" -proprio nel BelPaese dei Cartelli telecom e bancari, nel Mondo globalizzato delle nuove schiavitu' (immigrazione, Laogai, lavoro minorile) e del dumping ecologico (bufala del global warming inclusa), buuuum!
Almeno il valtellinese ha il coraggio e la creativita' per "sfiorare" alcuni dei beneficiari, nel tentativo invero difficile di interrompere una catena perversa.

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Ci hanno fracassato i timpani

Ci riferiamo ai magistrati, degni eredi della piccola nobilta' locale, asserragliati in difesa delle loro prerogative prebende e privilegi, e il loro ultimo stracciamento di ... vesti.
Ci riferiamo alla istanza di ricusazione della giudice Glandus, autentico campione della terzieta' del giudice giudicante, e alla presentazione dei due emendamenti di legge che per la prima volta delineano una linea di politica giudiziaria, cioe' affermano cosa dev'essere prioritario per l'azione della magistratura.

La magistratura feudale trova il consueto appoggio del codazzo di cavalier serventi e gastaldi del mainstream media, oltre che in una sinistra smarrita tra un progetto di lungo termine ma perdente nel breve - divenire per la prima volta nella sua storia espressione di progresso - e la tentazione del "lato oscuro della Forza", la scorciatoia girotondina che l'ha portata piu' volte a sperimentare marginalita' onaniste.
Non sono stupito da cotanta lungimiranza, ho imparato che a sinistra sono come l'Inter: non ci si puo' mai stupire di nulla neppure se gioca mille contro uno; sono piuttosto molto spiaciuto che caschino nella trappoletta del conventional wisdom anche degne e stimate personalita', senza rendersi conto fino in fondo dei perche', di cosa ci sia realmente in ballo.

Consiglio a tutti la lettura attenta dell'ottima analisi di JimMomo: stiamo parlando del sinistro feticcio dell'obbligatorieta' dell'azione penale e del tentativo di tener sotto schiaffo perenne il leader dell'Esecutivo - quello della Destra per fenotipo (i pregressi personali), quello della Sinistra per genotipo (gestori e non mai rinnovatori per genoma).
In modo che le Corporazioni, in primis la piu' potente, quella dei magistrati, possano continuare ad libitum il loro vacuo esercizio di autocrazia nullafacente. Lo dice anche e non per caso, papale papale, Martino il patriarca del liberalismo italiano.

Adoro l'idea che ci sia qualcuno eletto dai cittadini che indichi a inizio anno ai Magistrati cosa sia il caso colpire prioritatariamente; gradirei ancor di piu' vedere questi eredi del piccolo nobilato locale ricondotti sotto controllo e non certo quello autocratico del Csm ma addirittura popolare, per quanto riguarda la funzione inquisitoria dei PM, che e' una carica elettiva tipo Sindaco nei Paesi anglosassoni, immuni dalle seghe mentali di stampo crocian - tardo grecoromano ancora in voga nella sedicente "Patria del Diritto".

Vorremmo un Capo dell'Esecutivo che possa eseguire senza ricatti, ed esegua se e' capace; punto e fine della discussione.
Ci piacerebbe il lodo Schifani, cioe' una protezione delle massime cariche durante il loro mandato mediante sospensionew non cancellazione dei provvedimenti a loro carico, alto tradimento a parte.
Dopodiche' la magistratura forse se ne fara' una ragione e iniziera' a lavorare invece che far politica mediante leakage di intercettazioni. Basta stillicidii e fioretto, e' ora di un taglio netto, di un cambio di marcia da parte della politica contro le invasioni di campo. La gente ce l'ha con l'impotenza troppo ben pagata della Casta politica e con i maneggi dei suoi rincalzi, non con il (sinora inesistente) esercizio del potere dei top.
La cosa costera' "il dialogo" con la sinistra dialogante (con chi gli da' retta)?
Beh, ce ne faremo una ragione anche noi; capisco il problema di Veltroni a sinistra, ma se tutta la sua intelligenza politica viene impiegata nel non farsi defenestrare da DiPietro o dal d'Alema piu' umile che intelligente, allora ci starebbe dando tutta la dimensione della sua lungimiranza e strategicita'. E delle qualita' da pesce boccalone del suo elettorato.

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13 giugno a TocqueVille

Il 13 giugno si ricorda Sant'Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa (Lisbona, c. 1195 - Padova, 13 giugno 1231).
Di nobile famiglia, dopo un'intensa vita ascetica presso gli agostiniani a Coimbra, passò ai Minori di San Francesco d'Assisi, con il quale si incontrò alla Porziuncola (1221).
Grande predicatore, esercitò il suo ministero dell'Italia del nord e nella Francia meridionale; fu maestro di dottrina spirituale e ravvisò la perfezione nell'accordo tra la vita contemplativa e la vita attiva.
Taumaturgo ("Il Santo dei miracoli impossibili"), le reliquie del Santo sono custodite nella basilica omonima, una delle mete di pellegrinaggio piu' visitate dell'intero Mondo cristiano.

In non casuale concomitanza con la ricorrenza, nello stesso giorno di tre anni fa Tocqueville la Citta' dei Liberi went public on the web. Partirono in Trecento, eran giovani e forti ... e non sono morti anzi, ora sono piu' di millecinquecento ....
in questa sorta di Memorial Day, auguri a tutti i Veterans, ai Padri Fondatori e ovviamente alle Nuove Leve dal Priore dei Templari di Tocqueville - nick il cui copy - oramai dopo tre anni si puo' dire - assieme alla mia riconoscenza, va a un estemporaneo duo progressive-intelligente che lesse questo post di un neo-blogger dilettante sconosciuto, senza percepirne minimamente l'aspetto comico paradossale (il che la dice lunga su certi soloni della Rete ...) e si adopero' a far gradito battage contro "questi fanatici che si richiamano ai Templari" :)

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Ne quid nimis

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