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Abr's No Comment

Love is the answer

Premetto che non diro', come certi tipi Fini han fatto:" Invidio chi sul caso Englaro possieda certezze qualunque esse siano", lo trovo un modo paraculo di dire "beati voi che non capite un caxxo".
Premetto ancora che trovo choccante la diffusa, rassegnata indifferenza fatalista nei confronti degli incidenti stradali (Eluana ne fu vittima a vent'anni), causa numero uno di morte e invalidita' tra i giovani, molti piu' dei caduti americani in Iraq o dei morti palestinesi a Gaza, ripetuti ogni singolo anno che Dio mette in terra.

Cio' detto lasciamo pur stare questioni a mio avviso irriducibili su cosa sia l'accanimento terapeutico: solo quando c'e' farmaco o anche l'alimentazione forzata? Tralasciamo anche il fatto che indurre un'agonia di una decina di giorni per fame e disidratazione non sia sicuramente un dettaglio, ma usarlo come argomento nel caso in questione puo’ far pensare alla forzatura strumentale.

Credo piuttosto che ridurre i problemi posto dal caso di Eluana a uno scontro tra diritti individuali e costrizioni fondamentaliste (chiamando lo Stato a "liberarci"!) sia una fuga dalla realta’.
Si da’ per scontato un ipotetico quarto Diritto dell'Uomo oltre a quelli alla vita alla liberta' e alla ricerca della felicita' - quello alla dignita' in morte, altrimenti detto da chi non teme l’ossimoro, diritto alla “dolce morte”.
Cuccu', sveglia: la sofferenza abbruttisce e rende dipendenti sempre, la morte oltre che dolorosa e' sempre priva di dignita' oltre che di estetica: tipicamente nel trapasso ci si caga addosso e non in senso figurato!
Non per caso ce’ voluto nientepopodimeno che un Figlio di Dio sceso dai Cieli per offrire finalmente un senso e una dignita' alla sofferenza e alla morte a chi li vuol leggere.
Una volta deposta la foglia di fico assolutamente kitsch della “dolce morte” rimane la verita' cruda, del tutto umana e comprensibile della paura del salto nel “nulla”.
Rifletto che credere di rimuoverla eliminandoci “prima che Lei arrivi da sola”, non renda poi cosi' diversi dai tanto disprezzati "credenti" col loro concetto di vita dopo la morte. Si tratta in fondo di risposte analoghe, di tentativi di fuga dalle Forche Caudine che tutti dovremo attraversare prima o poi. E’ il bambino che crede di nascondersi perche’ si tappa gli occhi.
Nulla di male beninteso a credere in qualcosa, se questo aiuta a farsi una ragione dell’inevitabile; il fatto nudo e crudo a me sembra che rimanendo sul piano meramente materiale non si possa soffrire e morire conservando la nostra “umanita’”: diceva un saggio pre-socratico , quando c’e’ Lei non ci sei tu e quando ci sei tu non c’e’ Lei.

La personale lezione “pratica” che traggo dal caso Eluana e' un’altra: se mai verra' il mio turno e tocchi a qualcuno decidere della mia vita e del suo epifenomeno morte, desidero assolutamento che costui non sia ne' Stato ne' Chiesa ne' tantomeno un minus quam merdam qualsiasi con laurea in medicina; esigo che a decidere per me sia esclusivamente qualcuno che mi voglia veramente un mondo di bene. Come nel caso di Eluana, non come mi pare capito’ a Terry Schiavo.
Anche perche’ si tratta di decisioni da prendere AL POSTO dell’individuo non IN NOME dello stesso: personalmente trovo lievemente ridicola l'idea del testamento biologico, cioe’ andar da un bio-notaro e metter per bio-iscritto (con una bio-scadenza come lo yogurt) cosa dovrebbe bio-farmi qualche bio-esecutore in situazioni di cui nessuno sa un bel bio-nulla. So’ cose figlie di questi tempi ricolmi di balle sc-sc-scientifiche destinate a rimpiazzarne altre considerate “scadute” dalla sensibilita’ GrandeFratellesca corrente, ma a quelle del tutto assimilabili.

Tornando al caso Englaro, il fatto che mi impressiona non sono i diciotto anni di “vita” vegetativa in cui la sorte ha rinchiuso la ragazza, sono piuttosto gli anni passati dal padre a sperare che Eluana si risvegliasse. Trecentosessantacinque piu' bisesti moltiplicato per diciotto: il conto delle albe di amore e dei tramonti nel dolore e viceversa. Tutto quel tempo speso al capezzale della figlia schiaccia e rende irrilevante a mio avviso l’umana decisione finale di "mollare", alla faccia dei tifosi che tirano il caso per la giacchetta nell’uno o nell’altro senso, fregandosene del dramma umano. A un papa' cosi’ c'e' solo da dir GRAZIE.
Questa e' una storia di amore, sofferenza, di disperata forza e non di rassegnazione, quindi profondamente cristiana; come si fa a biasimare anche dal punto di vista confessionale un padre che ha trattenuto la mano della figlia sospesa nel baratro per diciotto anni prima di mollarla sfinito? Dopo di che si dovrebbe tacere tutti, nel rispetto e nella profonda com-passione per il dolore.
Perche’ qui non ha vinto nessuno, o come diceva Jim Morrison, nessuno di noi uscira’ vivo di qui.

24 commenti:

nicknamemadero ha detto...

"Questo è un momento in cui la nostra inciviltà si deve mettere in discussione: non è possibile che noi non partecipiamo e non sentiamo il dolore. Come cittadino sono turbato da uno Stato che non rispetta le volontà di una cittadina e dei suoi familiari. Come credente mi sembra di vivere in una Chiesa che non ha scoperto l’umanità. La nostra Chiesa ci fa compiere un’esperienza di disumanizzazione"
Tal sacerdote don barbero, certo poco allineato, ma di chiara sensibilità ed intelligenza

paolodilautreamont ha detto...

Molto d'accordo: su questo caso ci sono poche certezze, da qualunque parte la si veda. Il dubbio principale consiste nel fatto che non vengano utilizzate né medicine né respiratori o altro, e anche la scelta del metodo di morte. Sul resto, lo Stato deve farsi da parte e intervenire solo quando ci siano fondati dubbi sulla famiglia. Le chiese possono esprimere il loro parere, come i laici e tutti noi, ma nulla di più.

Paolo ha detto...

Quando parlavi di "Amore è la risposta", pensavo ti riferissi alle suore che fin da subito hanno chiesto solo di continuare a prendersi cura della povera Eluana.
Io non so se Beppino Englaro sia un bugiardo:

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo440590.shtml

so solo che in questo momento (è politicamente e "moralmente" scorrettissimo dirlo), non provo nessuna compassione per Beppino Englaro, nessuna indulgenza, nessuna simpatia, penso che gli uomini e i padri dovrebbero chiedere che gli venisse tolta la patria potestà, perché nessuna potestà può dare la morte, penso che un padre che fa della figlia un "simbolo" (come ha detto lui) è immorale e spregiudicato, è poi cinico (o ipocrita) se dopo averne fatto un simbolo chiede il "silenzio", il silenzio sulla morte, quello no, non l'avranno.

Paolo ha detto...

Il dolore non può giustificare un omicidio, neppure l'Amore lo può:

http://reginadistracci.splinder.com/post/19759827/Eluana

Abr ha detto...

Paolo, sono felice di aggiungere molto volentieri il mio grazie alle suorine che per 18 anni si sono prese cura di Eluana.
Anche se insisto,ancheper eseprienze "prossime": un corpopuò essere curato 24hx7 da persone meritevoli e disinteressate, ma queste vanno a nanna col pensiero lieto di aver fatto del bene; un familiare invece va a letto col suo dolore, 24x7, anche se sta a mille chilometri.

Quanto al resto del tuo commento, lo trovo "cattivo", zero compassionevole e quindi del tutto anticristiano. La passione e la rabbioa ti rendono poco lucido, quasi al pari dei minus quam merdam che, non avendo saputo abolire la ripulsa della morte ma non volendo accettare forme consolatorie religiose troppo "sottili" per loro, scambiano diritti individuali per bmambinesca fuga dalla morte ("non vinco? e allora non gioco più").
Usando anche loro ELuana come strumento.Nota bene: ANCHE loro.
Come, mi spiace dirlo, sta facendo la Chiesa.
Nessuna umana pietà.

Abr ha detto...

Paolo, mi spiace richiamarti alla dura relatà fuor del sogno ideale, ma Eluana è già morta da diciotto anni.

Lungi da me affermare che diciotto anni fa andassero interrotte le terapie come farebbero i minus quam merdam che han paura della vita perchè non riescono a darci un senso, capiamoci bene.

Solo rifletto: cento anni fa, o anche solo trenta, sarebbe stata sepolta subito dopo il suo incidente.
Allora? Erano crudeli e spietati allora, o siamo fessi e parliamo de che oggi? La seconda che ho detto,ovviamente.

L'inganno in cui alcuni piombano è che la scienza e NON la morale sta "inventando" nuovi stati tra la vita e la morte.
Questi nuovi stati non sono come il bambino in via di sviluppo, purtroppo, non sono vita in potenza ma il suo contrario MORTE in atto e in potenza; andrebbero gestiti non con l'ideologia ma con coscienza, buonsenso e un atteggiamento PRUDENTE, orientato al caso per caso e all'AMORE.

La mia personale cartina al tornasole per giudicare l'atteggiamento più o meno cristiano di chiunque,indossi la toga il camice poco importa, è semplice, passa dalla COMPASSIONE nei confronti dei VIVI e il RISPETTO nei confronti di vivi, morti e a metà strada.

Per discriminare chi USI i casi della vita e del suo epifenomeno morte, solo per dimostrare la validità delle loro fallaci costruzioni mentali (evidentemente non sono così forti nelle loro convinzioni chi senta il bisogno di gridarle con rabbia).
Dall'una e dall'altra sponda.

Paolo ha detto...

Dissento fortemente e mi spiace che tu non "capisca" la mia posizione e quella della Chiesa.
Che il mio commento non sia "compassionevole" verso Beppino Englaro l'ho dichiarato apertamente e te lo confermo, in questo momento la mia "compassione" è dedicata ad Eluana, a lei dedico le mie preghiere, a lei che ha la tosse (una carota - vegetale, l'hanno chiamata - ha la tosse?), a lei che non può parlare, che non può protestare. La compassione per Beppino, forse, ce l'avrò dal giorno dopo che lui sarà riuscito a far morire in questo modo atroce sua figlia, ché come ho scritto su un altro blog credo sia a forte rischio suicidio.
Cos'è la compassione, caro Abr? Cos'è la dittatura sentimentale che giustifica lo stupro della vita e della verità nel mondo dove Dio è morta? Chi sono questi buoni e buonissimi e correttissimi, quelli "che sull'aborto decide la donna e bisogna sostenere ogni sua decisione, quelli che sulla fecondazione artificale va bene ogni porcheria perché quel che conta è la "sofferenza delle coppie che non possono avere figli", quelli che un bimbo down fa uccisso liberamente, e va rispettata la decisione perché spetta alla madre, e di striscio al padre"?
No, i cristiani non sono così correttissimi, così buonissimi. Sono umani, disumano è chi decide (in questo caso nell'incertezza più assoluta) sulla vita e sulla morte altrui.
Cos'è l'umana pietà, Abr? Far morire di fame e di sete un essere umano? Accelerare il processo se no arriva una legge che lo salva?
Umana pietà è fare di un figlio "un simbolo"?
L'umana pietà è qualcosa che può far perdere il contatto con la realtà più elementare del diritto naturale?
La compassione deve violentare la razionalità o l'una deve nutrirsi dell'altra?
Sei proprio sicuro che chi è più vicino ad un disabile grave sia la persona più lucida per decidere il suo bene? PErché allora hanno dovuto nominare un curatore speciale?
Perché sui temi bioteci si usa sempre la "compassione" (retorica radicale docet) per zittire le obiezioni?
Cosa voleva Eluana? Cosa vuole oggi Eluana? Perché salviamo la vita ad uno che tenta il suicidio? Perché ci manca la compassione?
Mi spiace ma dissento fortemente dal tuo post, e trovo che tu abbia preso tutta la vicenda dalla parte sbagliata (cioè il discorso della "compassione" è proprio quello più debole).

Paolo ha detto...

Rispondo al tuo commento sopra.
Premetto che non ho capito il finale sulle "fallaci costruzioni mentali", mi sembra tu faccia delle considerazioni interessanti sul ruolo della scienza e della tecnica medica, il cui progresso probabilmente ci farà superare casi come quello di Eluana (io confermo tutta la mia fiducia sulla scienza, sulla medicina - quella basata sul giuramento di Ippocrite, nel caso specifico disinvoltamente calpestato - e sul progresso delle nostre conoscenze in generale).
Invece trovo che non corrisponda al vero ciò che hai scritto su Eluana.
Ti ricordo che: è vero che Eluana sarebbe morta naturalmente dopo l'incidente se non l'avesso rianimata: sarebbe morta però peril trauma cranico e non per fame e per sete. Già questo basta a dimostrare che quella che si sta consumando in queste ore non è una "morte naturale".
E' poi falso che "Eluana è morta già da 17 anni", Eluana è viva perché il suo corpo è vivo, respira da sola, tossisce, a Lecco veniva accompagnata ogni giorno a fare una passeggiata, il SUO ORGANISMO HA CONSERVATO TUTTE LE FUNZIONI VITALI. Non fa trasfusioni, non fa dialisi.
E' nutrita con un sondino, dipende dal mondo per il nutrimento (esattamente come molti malati di Alzheimer, per esempio: il sondino è come il cucchiano con cui si nutre un vecchio disabile).
Sottoscrivo l'invito al buon senso orientato al caso per caso, e all'amore. Mi sa però che l'obiezione va rivolta a qualcun altro, a chi ne ha fatto una battaglia politica.
Infine ti invito ad integrare la tua riflessione sulla scienza con questo: da dove viene questo nuovo mito della "morte naturale" sbandierato da chi è da sempre portatore di una cultura di manipolazione tecnica e tecnicista della vita? Non suona strano che siano proprio quelli che sostengono la legittimità di ogni possibile artificialità nella sessualità e nella stessa generazione umana, a sbandierare oggi la "morte naturale"? Ah, sì, è un film già visto, me ne ricordo un altro che manipolava (e sterminava) la vita, e poi parlava di "morte pietosa" per i disabili..

Abr ha detto...

Paolo, padronissimo ovviamente di dissentire dal mio post ci mancherebbe. Se però lo leggi.
Ti dirò, la critica è più che attesa in quanto avverso ENTRAMBE le tifoserie schierate, vocianti in modo noioso e inconcludente.

Sgombriamo però il campo da un equivoco: non mescolare la mia opinione con quelle di chi nel post attacco e che considero ancor più strumentale delle idee pro life.
Mentre i prolife dicono salviamola, questi "laicisti" dicono: fatela morire, ma in realtà fanno di tutto per alzare il livello della polemica pur sapendo che l'unica SOLUZIONE alcaos UMANO passerebbe dal silenzio, dal rispetto per il dolore.

Si insisto,la mia compassione va ai viventi (i genitori, le suorine), mentre a Eluana va il mio rispetto come si conviene a chi sia ALTROVE da diciotto anni.

Non ne faccio una questione su cosa volesse Eluana: per me come detto nel post le scelte per chi non può più decidere le fa chi LI AMA non il papa o il governo o un minus quam merdam di medico.

Puoi pensare tutto quello di lividamente anti cristiano che vuoi sul padre di Eluana, magari hai pure ragione; io dico solo che a)18 anni passati sulla veranda ad aspettare le nuvole sono una più che sufficiente prova di amore per me, e che
b) sicuramente lui è più titolato di me di te e del Papa a decidere per lei, perchè
c)i tuoi sentimenti per Eluana sono analoghi a quelli dei prochoice che dicono sia ora di por fine alle sue sofferenze: mi space dirlo ma sono FALSI e STRUMENTALI, nessuno può dire dove sia e cosa provi dopo tutto questo tempo.

Secondo equivoco, allarghi le considerazioni alla tragedia dell'aborto e del controllo delle nascite o della vivisezione umana etc.etc.
Da un lato non devi convincermi, forse non hai letto un mio post intitolato "Genocide Down", dall'altro se sottintendi che i due temi siano lo stesso, per me ti sbagli di grosso: nel primo caos stiamo parlando di VITA, qui del suo epifenomeno che però è al contempo la sua negazione.

L'assurdo è che sino a poco tempo fa, prima di venir tirata per la giacchetta, la Chiesa stessa parlava di no all'accanimento terapeutico!
Ora invece ha paura delle derive mortifere di queste mentalitaà "moderne" profondamente corrose dalla disperazione, la capisco, ma dovrebbe ergersi a difendere l'amore e l'individuo CONTRO lo strapotere statale e il suo jus vitae et necis propugnato dai laicisti imbecilli.
Invece si trincera in una posizione analoga: non lo stato,non le persone, non chi AMA può decidere, ma solo Dio (cioè la Chiesa). Posizione perdente oltre che fallace. In tal modo la Chiesa diventa dis-umana, perchè nega il potere decisionale di chi è umano al posto di chi purtroppo più non lo è (cogitans ergo est), aprendo la falla verso lo statalismo più nazi-bieco (gli dioti laicisti tra Chiesa e Stato chi vuoi che scelgano?).

Riguardo alla scienza, a maggior ragione Love is the answer; la scienza (o la tecnologia cioè scienza applicata come in questo caso) per definizione non può mai dare risposte definitive: ciò che si potrà domani non lo sa nessuno.
Solo questo si sa già ora: chi nscambi la "scoperta" per "Verità", chi crede che la scienza ci "salverà" dal dilemma dal dolore e dal dubbio, si sbaglia di grosso.
L'esempio Eluana è calzante al proposito: fino a 50 anni fa il caos non si sarebbe nemmen posto, nessuno avrebbe fatto veglie striscioni scomodato presidenti o avuto dubbi di sorta.
Il destino dell'Uomo di CONOSCERE è un destino, inevitabile ma non conduce alla salvezza.

Abr ha detto...

nicknamemadero, concordo con lasconsolata lettura che proponi: provo la disumanità della Chiesa sulla mia pelle tutti i giorni, per un caso estremamente meno penoso di quello di ELuana ma sempre di disumanità per principio si tratta.

Abr ha detto...

Paolo di L.:
"lo Stato deve farsi da parte e intervenire solo quando ci siano fondati dubbi sulla famiglia.
Le chiese possono esprimere il loro parere, come i laici e tutti noi, ma nulla di più".
PERFETTA SINTESI LA TUA.

Paolo ha detto...

Avevo letto il tuo post sui bimbi down e so che quelle posizioni nichiliste non sono le tue, mi scuso se ho dato la sensazione di attribuirti idee che non ti appartengono (non era mia intenzione e so personalmente che ho cosa odiosa).
Quanto all'accanimento terapeutico, la Chiesa lo ha sempre osteggiato e continua a farlo, ma la vicenda di Eluana non è c'entra nulla con l'accanimento terapeutico (sul tg1 hanno per es. mandato l'intervista in difesa della vita di Eluana di una madre che aveva invece scelto ad un certo punto di sospendere la chemioterapia per il proprio piccolo figlio).
Dare da mangiare e da bere non è accanimento terapeutico.
Quanto poi al fatto di Chi deve decidere (tu onestamente parli di decisione del padre, senza nasconderti dietro il dito delle "presunte volontà di Eluana"), prima del Chi, viene il Che cosa, l'oggetto della decisione.
Se no si torna all'epoca precristiana e antico romana dei padri che avevano diritto di morte sui figli..
saluti

Abr ha detto...

Si Paolo, trovo strumentale chi "interpreti" le sofferenze di Eluana e le pieghi alle proprie ideologie.
Per me love is the answer, la potestas paterna è accidentale in questo caso particolare ma non c'entra nulla.

Da persona a persona interessata a quella persona specifica, non altra e nnemmeno al principio che verrà pure prima ma sorry me ne frego, mi dicono infatti che Dio sia supremo Amore quindi forse Lui capirà.

In tal modo, che il mio destino sia nelle mani di chi mi ama se c'è (figli in primis), non chiedo altro: a loro decidere, quando la mia vita diverrà un peso per loro sarò il primo a voler andarmene.

E vado oltre: sostengo la invalidità del testamento biologico: anche ammesso saltasse fuori un pezzo di carta scritto di pugno di Eluana, come si fa a dire che ha valore? Come si può dar giudizi su qualcosa che non si conosce? non potrebbe aver cambiato idea, in un senso o nell'altro?

etendard ha detto...

credo che il protagonista di questa storia, così come di tutte quelle similari, cambi a seconda della prospettiva.
dal punto di vista di chi non scommette su Dio, sul Dio di Gesù Cristo intendo, il protagonista è il dolore e il suo senso. dal punto di vista di chi scommette su Cristo, il protagonista è l'amore, anzi l'Amore di Dio per me, nonostante il dolore.
se io non sono cristiano, non voglio altro che farla finita con la sofferenza (fisica, psicologica o morale) e coloro che vorrebbero "salvarmi", convincermi che sto sbagliando, convincermi che il dolore non esaurisce il mistero dell'esistenza, parlano turco.
se sono cristiano e ho capito qualcosa del significato della croce, non posso che affidarmi a Lui, e per quanto la situazione sia dura, non mi resta che pregarLo ogni giorno di "farmi amare" la croce. la sofferenza finirà prima o poi e farà posto alla resurrezione: lo ha promesso Lui e quindi mi fido della sua parola.
il fatto è che la fede non è solo un dono di Dio per tutti, ma è anche un atto di volontà da compiere ogni giorno (vita militia est). se è dura per i credenti aver fede, non dobbiamo scandalizzarci se qualcuno "vuol" essere ateo. a chi non vuol credere, io cristiano non posso imporre la salvezza promessa da Cristo. da cristiani, si può solo affidare alla misericordia di Dio colui che, per mancanza di fede, decide di farla finita a motivo di un grande dolore.
non conosco le convinzioni religiose del padre di Eluana, ma capisco quando dice che non ce la fa più a sopportare il dolore di una figlia in quelle condizioni.
solo una cosa mi lascia perplesso del suo atteggiamento: se le suore sono disposte a continuare a prendersi cura di sua figlia, perché lui non si tira indietro? perché non lascia che siano altri ad amare sua figlia nel silenzio, così come nel silenzio sua figlia è da anni? è solo in questo senso che, a mio parere, love is the answer, per usare le tue parole, Abr.

Abr ha detto...

Molto bello questo tuo commento etendard, ti ringrazio.
Quanto al tuo ultimo dubbio, ritengo di avanzare una ipotesi che arriva da esperienze familiari.
Il dolore diun padre non è (solo) star vicino, è sempre.
Sopportato per diciotto anni e non diciotto ore, in questo sono in disaccordo con Paolo che lo considera amorale.
Ora è chiaro che il dolore non scompare per il fatto che lei non c'è più, ma assume un altro senso, si sublima forse.
Se fosse il contrario, se per quel padre fosse indifferente fingere che lei non ci sia più e abbandonarla alle suore, cioè lontano dagli occhi lontano dal cuore, allora si kui sarebbe un amorale!

In sintesi, io credo che 18 anni siano un viatico più che sufficiente per dimostrare che ci ha provato per davvero, ad aspettarla.
E' anche una risposta a quelli che "lei voleva morire, l'aveva detto e ci sono le prove": forse ne sanno più di suo padre che ha tenuto duro per tutto quel tempo?

Comicomix ha detto...

Bravo abr. :-(

Un sorriso (triste, comunque) dal tuo affezionato "nemico" Comicomix.

Abr ha detto...

Grazie Copy. my friend.
A meno che non intendessi "Bravo, bravo!" come Katiana e Valeriana di Zelig direbbero a Claudiano ...
(sdrammatizziamo un po' vah ...)

Comicomix ha detto...

No, amico mio. Intendevo proprio Bravo. (Odio lo spamming, meno che mai per vicende come queste...ma se vieni a leggere il mio post di oggi, ti renderai conto che il mio è un Bravo senza se e senza ma)

Un sorriso triste :-(

Abr ha detto...

Visto, visto anche il tuo commento a una lotropost di sedicente cattolica in dissenso, approvati entrambi.

Flx ha detto...

La frase che citi sulla morte non è di un pre-socratico, ma di Epicuro, che è nato dopo Socrate.

Abr ha detto...

Sicuro Fix che fosse di Epicuro?

Nicola ha detto...

Mi ricordo di una battuta di CHurchill che suonava come "La vità è un'esperienza dalla quale non usciremo vivi". Questo conferma come le frasi a effetto abbiano spesso molti padri.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

Between us speaking the answer to your question I have found in google.com

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