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Abr's No Comment

Ba(ra)ck to the Dream Time

Obama ha vinto, e con lui il sogno di un mondo intero. Che però un giorno dovrà svegliarsi, e fare i conti con la realtà.

Di Abramo Rincoln, the Zombie Hunter

“Dicono che siamo qui da 40.000 anni, ma in realta’ abitiamo questa terra da molto, molto piu’ tempo. Siamo qui dall’inizio, dal Tempo del Sogno dei nostri Antenati Creatori”. Nella narrazione mitologica degli Aborigeni Australiani tutto risale al Tempo del Sogno, quando in una landa spoglia e buia, forgiati dalla loro stessa Eternita’ sorsero gli Antenati, al contempo uomini, piante, animali. Muovendosi, accampandosi, cacciando attraverso il Sogno, essi animavano e davano una forma ad ogni cosa mediante il canto: formiche, canguri, lucertole, serpenti, piante, colline, fiumi, il fuoco, i cieli e tutti i clan. Quando tutto il Mondo fu visitato e tutte le sue forme furono cantate, gli Antenati spossati si ritirarono in sonno nelle profondita’ della Terra.
Gli Eredi vivono allo scopo di trasmettersi di generazione in generazione il ricordo del Tempo del Sogno. Ne ritmano i Canti che narrano la Via sulla Terra dell’Antenato; a loro volta le “Vie dei Canti” tutte assieme costituiscono la mappa della creazione del Mondo intero, collegando tutto in un complesso reticolo di relazioni. Cantare il Sogno significa rigenerare il Mondo. Ogni Clan possiede il Canto del suo Antenato, esso e’ proprieta’ e identita’: perderlo, dimenticarlo o farselo “rubare” e’ inconcepibile, e’ peggio della morte. La Terra non appartiene all’uomo, e’ esso ad appartenere alla Terra, esistiamo al solo scopo di mantenerla “viva”, cantando e tramandando il Tempo del Sogno.
THE ONE - Ci e’ sovvenuto il bellissimo Mito degli Aborigeni nella lunga notte del 4 novembre, soprattutto nel sentire le voci eccitate e gli occhi lucidi del mainstream media autoreferenziale. Lo stesso mainstream che ora sta rimuovendo dalle prime pagine il nuovo pesante crollo delle Borse che ha salutato l’Eletto, avete notato? Bene, secondo loro e le folle osannanti, siamo finalmente tornati anche noi Occidentali nel Tempo del Sogno; Obama, “The Chosen One”, è colui che riforgera’ il Pianeta (oltre al PD italico) in nome e per conto di tutti gli uomini di buona volonta’. Non stiamo ironizzando o rosicando il trionfo obamiano, tutt’altro - non avremmo scelto il parallelo con qualcosa, “Le Vie dei Canti”, di cui viviamo il profondo fascino.
Questo vuole essere una sorta di concession personale al nuovo Presidente che desideriamo riconoscere e relativamente al quale vorremmo spiegare, in primis a noi stessi, il perchè della vittoria del Sogno sulla dura realta’. Obama dopotutto ci sta pure simpatico: possiede il phisique du role, tra alti e magri ci si capisce al volo; e poi quella vecchia simpatica canaglia riformista di John McCain, appoggiato come male minore, a dire il vero noi non lo s’e’ mai digerito del tutto – a parte quando ha scelto Sarah Palin come VP scatenando il panico nel mainstream e nella sua squadra.
Di fatto Obama come Berlusconi (si parva licet) e’ riuscito a fare appello al desiderio piu’ che alla ragione, alla pancia e piu’ sotto che al cervello. Entrambi hanno fatto leva sui “fallimenti” dei loro predecessori e su una non meglio dettagliata speranza, il famoso “change”: liberista o statalista, protezionista o pro-mercato? Boh si vedra’… Non per caso avevamo sei paginette sei di “programma” del Cav. e un “sotto il carisma poco o niente” per The One.

VINCERE CONTRO IL SOGNO - Attenzione non vogliamo criticare Mister President: e’ cosi’ che si vince oggi. Benvenuto Dream Time, bentornati leader carismatici; finite le Fedi Trascendenti accogliamo fiduciosi gli Uomini del Destino, alla cui leadership carismatica affidarci nei momenti cupi.
Tanto siamo in democrazia no? Se sbaliano, li corigeremo
Avrebbe potuto mai farcela John McCain contro cotanto sfoggio di carisma alla Cav. anzi di piu’, avverso la potenza del Sogno impersonificato? Difficile, fose impossibile. Il Nostro aveva puntato sul suo curriculum di eroe e di politico indipendente, sulla proven experience, fatto che doveva differenziarlo da Obama ma anche da Bush, prova vivente dell’adagio che i migliori piani non reggono a dieci minuti di campo di battaglia (nel caso del presidente in carica ciò fu il 9-11). Purtroppo, come accadde a Veltroni con Prodi, hai voglia per il vecchio eroe tentare di smarcarsi dal passato, vera o presunta che fosse la continuita’ delle sue idee con quelle di Bush.
In realta’ un paio di opportunita’per prevalere McCain le avrebbe anche avute: la prima e’ il citato vetting della Palin che di fatto lo catapultò in testa nei sondaggi pre crisi finanziaria. Il controverso ma potente appeal della Governatrice dell’Alaska (ricorderete il dibattito vicepresidenziale più seguito della storia) non fu volutamente sfruttato dai consigliori riformisti del candidato, per incapacita’ o paura dell’ombra che Sarah rischiava di proiettare sull’arzillo sosia di Chaplin. Così l’han lasciata in pasto al mainstream porco e sciovinista, quello che traccia il solco secondo le migliori tradizioni Cederniane.
La seconda opportunità di prevalere del nostro eroe di guerra poteva essere quasi un rigore a porta vuota e invece è stata la sua fine: la mega crisi finanziaria. Doveva dissociarsi con forza dalla maggioranza democratica del Congresso (e dall'Amministrazione Bush) mentre forgiavano quel macello per i contribuenti chiamato bailout, indicando le loro precise responsabilita’ nella generazione della bolla dei subprime (Fannie & Freddie); poteva ergersi a vero nume tutelare del common citizen. Invece mentre lui convinceva un po’ di riottosi repubblicani, lasciava lo scettro del populismo al rivale che metteva alla gogna "gli anni del liberismo selvaggio”che nulla c’azzeccavano ma suonavano bene alla gente., Joe the Plumber è stato infine un classico too little too late. Peccato per lui: se ne conclude che McCain ha sciupato le poche carte disponibli perchè non è un vero Conservative.

L’UOMO GIUSTO PER OGNI GUSTO- Obama è comunque fortissimo, non solo relativamente alle debolezze dell’avversario. Anche se Canta le Storie del Tempo dei Sogni: incomprensibili “we are the answer we are waiting for”, ritmati “yes we can” e altre similari retoriche da gospel, egli e’ la persona giusta per ogni gusto, persino per pezzi del PdL. Giovane, bel tono e tratto, moglie ma soprattuto figlie carucce, mezzo bianco mezzo nero, mezzo black heritage e mezzo immigrato, privo di vere radici ma con ben due autobiografie scritte prima dei quaranta per identificarle, non ricco ma di ambiente intellettuale e di ottimi studi (come del resto Bush: Harvard vs. Yale; questo non deporrebbe …).
PRUDENTA - Il “ragazzo” pare anche molto dotato della piu’ eccellente delle Virtus: la Prudentia. Cauto come la volpe pronta a farsi lione di Machiavelli ,come quando ha sottratto la terra sotto i piedi dei Clintons (e abbiamo detto tutto!); quanto poco ha impiegato a buttare a mare il Reverendo Wright, Padre Spirituale suo e della sua famiglia o la sua parente clandestina,o i suoi primi finanziatori in odor di affarismo o terrorismo! Quanto poco s’e’ fatto tirar per la giacchetta nella sua esperienza senatoriale, votando ed esponendosi pochissimo come un peone di Montecitorio. Volpe e Lione. Questo atteggiamento deciso si ma prudente e circospetto potrebbe impedirgli di Rifondare (nel senso "Comunista" del termine) L’America e il Mondo, almeno nel primo mandato, “imborghesendolo” quasi a mo’ di un qualsiasi Niki Vendola. lI che deluderebbe fatalmente i suoi supporter dell’altra parte del Pond. Peraltro costoro paiono esaltati piu’ per spirito revanchista che per vero approfondimento delle sue idee: Obama è contrario ai matrimoni gay, dice sì a investire in nuove forti energetiche, in quanto alternative non tout court ma al petrolio IMPORTATO (quindi si al nucleare e al drill now), supporta in pieno la guerra in Afghanistan etc.etc.
Il ragazzo e’ indubbiamente intelligente oltre che Americano al 120% - spesso gli ultimi arrivati sono i piu’ “compresi” nella loro nuova parte: nel suo discorso della Vittoria, molto bello tranne che per un paio di dettagli (tipo, scordare che a Wall Street ci stanno i risparmi di Main Street), ha gia’ dimostrato perlomeno di mettere le mani avanti tentando di abbassare le aspettative rispetto ai Sogni.
“For even as we celebrate tonight, we know the challenges that tomorrow will bring are the greatest of our lifetime — two wars, a planet in peril, the worst financial crisis in a century”. Della serie, scordatevi che ne usciamo d’amblè, sia dalle crisi che dalle guerre.
IL RISVEGLIO - Gia’ che siamo al Victory speech e’ utile sottilineare un altro passaggio, da dedicarsi ai“Curva Sud” de’noantri: “Senator McCain fought long and hard in this campaign. And he’s fought even longer and harder for the country that he loves. He has endured sacrifices for America that most of us cannot begin to imagine. We are better off for the service rendered by this brave and selfless leader. I congratulate him; I congratulate Governor Palin for all that they’ve achieved. And I look forward to working with them to renew this nation’s promise in the months ahead.” Prima o poi fatalmente la gente si svegliera’ dal Sogno, perchè arrrivano gli Eventi e non c’è mainstream favorevole che tenga. Sono quelli famosi che fanno squillare il telefono presidenziale alle tre di notte; maledetti, disturbing oltre che politically uncorrect, ma in ogni caso inevitabili e da Gestire. Perchè chi l’ha votato non vuole caxxi nel suo sandbox. Proven experience o meno, qui si parrà la sua nobilitade. Per intanto, mentre Wall Street saluta l’elezione con un sano meno cinque percento contro il quale nessuno puo’ far niente, nemmeno la distrazione dei giornalai, auguriamo Buon Sogno a tutti, Europei per primi; e occhio alle polluzioni notturne. E buon lavoro oltre che buona fortuna (ne avrà bisogno) a Mister President.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

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