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Abr's No Comment

E il treno va ...

Mentre in Città si discute delle finte dimissioni di un ministro per finta; mentre nella Città si vivono spasmodici momenti d'attesa per la madre di tutte le Proposte, quella di Prodi per gli scaloni delle pensioni, quella che i Sindacati non potranno rifiutare - ma che nemmeno i cosiddetti Riformisti potranno respingere nonostante tutti i cancan, pena sdrucciolare sul Piddì a calcestruzzo non ancora solidificato.
Mentre la Città è così distratta dalle mandrie di bufale al pascolo condotte dai vigilanti mainstream giornalai, s'è persa il vero, unico fatto importante accaduto oggi per il futuro nel medio e lungo termine del Paese intero: DiPietro che fa il fattorino a Bruxelles.
Mentre gli altri Paesi dell'Unione (europea) usano tipicamente le loro Regie Poste per l'invio di documentazione, la coda di paglia infiammata del Nostro (governo) ha infatti consigliato il recapito personale da parte di un Ministro del bustone coi 27 "progetti" infrastrutturali sui quali l'Italia richiede co-finanziamento europeo al Commissario Barrot. Il quale ha ricevuto, ringraziato, fatto il commentino di circostanza ( "ah les italiens.."... "dài, andrà tutto bene, forse.. chissà") e si è ritirato per deliberare - per ottobre, come una volta a scuola.

Tre di questi "progetti" (più uno, il Terzo Valico tra Lombardia-Piemonte e Liguria nel quadro della Genova-Rotterdam) sono transfrontalieri ferroviari, TAV o TAC o come li volete chiamare; oltre ai (sinora) relativamente tranquilli raddoppi del Brennero e al collegamento Trieste-Slovenia, il più dibattuto è ovviamente quello relativo alla Torino Lione.
Solo a contemplarne su carta gli intenti di cambiamento (progetto è dire troppo) anche un non addetto ai lavori capisce che è più lungo, ci stanno più gallerie, costa di più ede è meno efficiente ma tant'è, nella filosofia consociativa-concertativa sinistra, la piazza e i suoi padrini vanno accontentati, tanto pagherà chi sempre paga.
Il costo per il periodo 2007-2013 dei 27 "progetti" che l'Italia si impegna a realizzare con tanto di lettera autografa di Prodi (che abbia scritto anche qui "decido io"?) sarebbe 4,341 miliardi di euro, di cui 2,510 di fondi nazionali, mentre la quota di co-finanziamento richiesta e' 1,830 miliardi di euro.
Abbiamo scritto "progetti" tra virgolette; persino il livido Agnoletto parlamentare europeo (la prova vivente che nulla è precluso a nessuno) afferma sicuro: "Come previsto dal movimento No Tav, il progetto presentato oggi dal ministro Antonio Di Pietro al commissario europeo Barrot è poco più di uno studio di fattibilità, anzi è un non progetto". E quindi non vale afferma Agnoletto con involontario umorismo: "In Europa sono seri, si finanziano solo progetti completi e documentati".
L'altra campana quella "riformista" e "decisionista" di diPietro sembra la voce del ripetente all'esame che stavolta vuol almeno dimostrarsi a posto con la disciplina: " "Abbiamo presentato la documentazione puntuali come un orologio, in anticipo di un giorno". Riguardo ai contenuti "progettuali" invece non sono completi riguardo la Torino-Lione perchè "il vecchio tracciato non era sicuro" (dechè, problemi di autostima?).
A dimostrazione che "progetto" per DiPietro è cosa diversa da quello che potrebbe intendere un qualsiasi "vil meccanico" ingegnere, il ministro afferma che prima di finalizzare i tracciati è disposto ad ascoltare tutti coloro che sollevano problemi reali per le valli attraversate, non chi dice un no "di preconcetto", un "no di godimento".
Che conclusioni trarre? Siamo alle solite di questo governo, senza dubbio il peggiore della storia di Repubblica, Regime e Regno messi assieme: tutte chiacchiere e distintivo, solo finte e giochini per guadagnare tempo.
Vale per le pensioni, per l'Alitalia (gara nulla e titolo in crollo dopo sei mesi persi per niente) come per tutto il resto; la teoria democristiana dell'equilibrio dinamico dei poteri (a noi i ministeri, al sindacato l'Inps e le Ferrovie, al Pci i poteri locali) è stata superata dalla intuizione prodiana dell'equilibrio statico, frutto di anni di esperienza universitaria e bojarda, sintetizzabile così: bello girare in bici, ma pedalare si fa fatica oltre che rischiare - di forare, di cadere etc. Quindi si sta seduti sul sellino fermi dove si è; che tanto governare l'Italia più che difficile è inutile - lo disse un tizio che provò a farci pedalare per vent'anni di fila. Senza esiti positivi.
(cifre e cronaca della TAV giornata qui).

4 commenti:

nullo ha detto...

be', quella dell'autostima però è tua, ed è altrettanto bella

aggiungo solo come sono bravi con i tempi, questi dell'agglomerato statico: tutti questi fallimenti fondamentali - alitalia, pensioni, tav - vengono fuori a fine luglio

Abr ha detto...

Tnxs Nullo.
Per me ciò che è ben studiato non è tanto il momento pre-estivo, quanto il momento politico: cari riformisti, vi caccio la riforma massimalista delle pensioni in gola mentre siete in mezzo al guado col Piddì; agitatevi pure, tanto non vi potete certo permettere una crisi proprio adesso.
Quanto alla Bonino, telefonatina a Pannelal come per Capezzone e il prode sistema tutto ..

Quando Prodi afferma che governerà fino al 2011 e che questo è l'unico governo possibile perchè l'opposizione non è unita, sta parlando della sua opposizione interna ... divide et impera.
Il leader ve lo siete scelto democristianamente very skilled, nulla da dire. ;-)

Chris ha detto...

Caro Abr, io ho una teoria diversa (come al solito mi devo differenziare no?). Io credo che Prodi stia tentando il tutto per tutto per cadere prima del 14 Ottobre e in molti cercano di mettergli il bastone tra le ruote. Perchè? Semplicemente perchè dopo il 14 Ottobre, Veltroni (che ovviamente vincerà le primarie del Pd), diventa più eroico di quel mascalzone di Garibaldi e più regale di Vittorio Emanuele II, mentre Prodi scomparirebbe come neve al sole. Infatti sarebbe l'unico modo per il Prof per riciclarsi ulteriormente in un Prodi 3, che suona malissimo, ma potrebbe essere realtà dato che Napolitano non ci metterebbe nulla ad accettare l'ennesimo reimpasto sotto la scusa di non lasciare il paese scoperto da un governo. Se ci pensi non è proprio così campata per aria. La vera lotta sta nella maggioranza adesso. il Cav sta a guardare ma solamente perchè i giochi sono in mano ad altri. Se invece, dopo il 14 ottobre cade il governo, si andrebbe sicuramente a votare, Veltroni farà il suo primo capitombolo ancora prima di iniziare e ce li leviamo dalla "borsa" almeno per 5 anni.

Abr ha detto...

Caro Chris, differenziarsi è il tuo, il mio, il nostro valore aggiunto ;-)

Per quanto riguarda la tua tesi, penso che vivere a Roma ti abbia reso trooooppo "sottile" ...
Preferisco pensare semplice: 'sto qui si sta dicendo, fin che c'è comando c'è speranza, addà passà a jurnata.
Usa il fatto che dici tu - a nessun Piddì conviene che caschi tutto ora - per guadagnare ottobre.
Oltre, come si diceva, qualche Santo sarà.
Condivido quello che dici sul Cav.: può solo giocare di rimessa, en attendant di un paio di pietosi Giuda senatori della maggioranza che terminino le sofferenze della sinistra.

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