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La Lega e le Colonies

Anche questo post di "ABramo Rincoln" e' stato pubblicato in anteprima nel "Covo di Charlie".
Suscitando a quest'ora 696 letture, qualche consenso, alcuni maldipancia, ovazioni (intese come "lanci di uova") e una (per ora) dichiarazione di discriminazione selettiva a priori. Tradotto: quando s'imbattera' in un nostro post, si mettera' le mani sulle orecchie, chiudera' gli occhi e ripetera' ad alta voce il mantra della antropologica superiorita' antipaternalistica.
(Al contadino non far mai sapere/quant'e' buono il formaggio con le pere ...).
Prima o poi lo capiranno in redazione, che je sto a rovina' la piazza ... :D


La Lega e le Colonies
di Abramo Rincoln (abr)
Perché i Lumbard hanno stravinto alle urne? Una spiegazione della forza del vento del Nord che ha portato i padani a uno dei migliori risultati elettorali di sempre. Con un paragone storico affascinante

Se potessi vedere cosa hanno visto questi miei occhi su al Nord … “Ho visto campi di Rom in fiamme al largo dei bastioni di Oderzo, e ho visto i raggi Becca- migrante balenare nel buio vicino alle porte di Pizzighettone …”.
Parodia dello stato del “Profondo Nord” neppure così esagerata, stando a certe preoccupate letture post risultato elettorale. Verrebbe da obiettare che i fuochi notturni (di monnezza, non di pogrom anti-Rom), i fucili (delle ‘ndrine, non delle Camicie Verdi), gli immigrati schiavizzati (dai “caporali” camorristi non nelle fabbrichette dei lumbard) purtroppo trovano il loro humus ad altre latitudini dello Stivale. The unconvenient truth: in questo paese dal ditino alzato facile, la Treviso di Gentilini è la miglior provincia d’Italia quanto a integrazione di immigrati. La gente se ne accorge, il mainstream intellettuale e “casto” no. Quando ciò emerge (elezioni) molti intellettuali pret à porter rimangono spiazzati e sconvolti; riassume icasticamente tutto ciò il “Perché non mi voti, razzista di merda?” di Facci.

CHISSA’ PERCHÉ - Mi chiedo se c’è veramente da stupirsi, dal momento che profondo Nord (ma anche Sud) e Partito non riescono a entrare in sintonia da decenni. Nulla è più diverso delle idee sull’Italia “giusta”, tra una Arcadia buonista modello tosco-umbro, fatta di emissioni zero, slow food, la-Coop-sei-tu, Asl e servizi sociali, cultura e agriturismi da una parte, contrapposta alla fame di infrastrutture ed energia, di deregolamentazione, di Expo, di una sana reazione ai dumping sociali ed ecologici dall’altra. Ma questo secondo alcuni “sottili intellettuali” non conta: la “Rive gauche du Po” sarebbe fatta al più di riccastri, di plagiati dalle tv e di scemi; quanto alla Lega, essa farebbe raccolta differenziata di voto conservatore xenofobo, impaurito, solipsista, anacronistico; i più cauti lo assimilano a quello per l’IdV:“voto utile di protesta” (Giordano de IlGiornale).

SORPRESA SORPRESA! – E poi – guarda caso – arriva lo sconcerto per il pieno di voti. E non ditegli che questo è solo l’inizio: la Lega ha appena sfiorato il massimo del ’96, quando conquistò persino Milano città. Preparatevi al futuro leggendo le dichiarazioni di non isolati operai di Mirafiori a un allibito cronista di Liberazione (edizione del 16 aprile): “ Alla sinistra gl’importa solo di froci e zingari, di noi se ne frega: ho votato Lega”. Siamo alla fine degli interessi d classe e la Lega è lì a dar risposte innovative.
Altro che razzismo: è vero che le “Lighe” nascono più di trent’anni fa con moventi etnici e tradizionalisti, sui modelli Union Valdotaine o SVP Sudtirolese - e dategli dei razzisti a queste “costole della sinistra” se avete il coraggio. E’ la successiva intuizione di Bossi a stravolgerne la mission e a toglierle da un destino di irrilevanza e di assalti ai campanili: detta in parole povere, etnologia e enologia non bastano per unire un territorio che diviso non “pesa”; colLEGA piuttosto tutto il Nord Transpadano la percezione di essere soli a sostenere il peso crescente del Burosauro statalista italico: è il concetto di “Roma ladrona”.

UN PARAGONE STORICO - Rifletto se tale percezione di oppressione centralista para-coloniale, priva non dico di riconoscenza ma anche di fraternite' ( “egoisti”, “razzisti”, “evasori”, “anche i ricchi piangano”) sia la medesima delle Colonies americane del ‘700 contro Sua Maestà; il movimento leghista, etnico oramai solo nei rituali esteriori, è di fatto mutato in territoriale; da “indiano” è diventato “americano”.
Al pari degli americani del ‘700, per la Lega una risposta sia pur liberale ma “lealista” ai problemi interni ed esterni non è più sufficiente. Come per i Patrioti del‘700, i successi accelerano il proselitismo: ‘sti leghisti parlano come magna la gente, amministrano da tempo in modo attento e onesto con giovani efficienti e gran ricambio. Il Mainstream media se ne accorge solo per presentarli come macchietta razzista, salvo poi stupirsi per i voti che rastrellano.

DOVE VOGLIONO ARRIVARE? – La vera mission della Lega oltre il federalismo è la Secesiùn quanto quella del PD e’ la revoluzija comunista. A meno che non si vada in default (e allora si salvi chi puo’) il modello vero dev’essere tipo Catalunya o Baviera (con la federazione tra partito statale Cdu e partito territoriale Csu), in un quadro di Europa delle (macro) Regioni, non degli Stati nè tantomeno della burobanka diarchica Bruxelles-Francoforte.
Che questo scenario non sia propriamente fuori dal mondo lo pensa ora a sinistra della sinistra persino il leader dei noglobal veneti Casarini: dice servirebbe una “Lega di Sinistra”, fondata probabilmente su localismi NIMBY stile NoTav e No Dal Molin (4% a tale lista in Vicenza). Anche Cacciari con altri PD nordisti ha sostenuto che a rimanere centralisti democratici si perdeva; ovviamente e’ rimasto inascoltato dai Veltroni romani e dagli ZioTom alla Franceschini. Non credo che la lezione sia servita al PD. Ri-pubblica ad esempio, pur aprendo a “un PD del nord” (Bersani?), preferisce illudersi e consolarsi piuttosto che capire : “in Veneto il PD e’ il primo partito” - seeee dove devo firmare perche’ lo rimanga, con la meta’ esatta dei voti conservatori; “in Lombardia il PD guadagna decine di migliaia di voti in piu’del 2006” - ri-seee, dai rifondaroli … Non hanno ancora capito: non e’ sfiducia nell’intelligenze riformiste, ma il Moloch del Partito Unitario Buro-Democratico è un mito duro da scalfire per i sedicenti “progressisti” legati alla “conservazione” di egemonici sogni novecenteschi. Dei quali Veltroni è un erede.

6 commenti:

Otimaster ha detto...

Clap, clap, clap... : D

Ismael ha detto...

Io l'ovazione te la tributo nel vero senso della parola! ;-)

Abr ha detto...

Tnxs mates!
Certo che queste mie prime esperienze di ibridazione con la folla sinistra nel "covo di charlie" sono significative: scopro che dillà non ne vogliono proprio sapere.
Tu tenti il ragionamento e loro oscillano tra il cortese spostare l'argomento infarcendolo di luoghi comuni, la credulità ai falsi propagati dal mainstream senza alcun vaglio critico, e la tetragona impenetrabilità di ogni ragionamento.
Sono porprio come li dipingeva G.Cesare duemila anni fa: la gente crede volentieri a ciò che vorrebbe fosse vero. E viceversa.

Ci vivono, a oi leghisti destri berlusconiani liberali libertari linotipisti o qualsiasi cosa non "progressista", come autentici nemici, al più idioti da rieducare, più spesso da imbavagliare, a farli ragionare coi nostri argomenti siamo "offensivi".

in fondo cià è bello per questa parte: riformisti o massimalisti, torneranno al potere solo per colpa di eventuali errori diqquà. Siamo noi gli artefici del nostro destino.
Da soli non ce la faranno mai, la realtà per loro è un optional.

Bisquì ha detto...

Ho commentato dillà,
più per divertimento che per una vera volontà di dialogo, con certa gente è impossibile scambiare opinioni.

Hai scritto bene tu, volano troppo in alto per poter capire noi che voliamo un pelino più alti della cacca :)

Abr ha detto...

:)
Grande Bisquì!

Anonimo ha detto...

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