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Quindici rigori e una cassa da morto ...

I Red Devils di Manchester hanno vinto la Champions League, lottando su ogni palla all'inglese ma in fondo senza meritarlo sul campo; e' il calcio metafora della vita. Pari col Chelsea 1-1, han vinto 7-6 ai rigori.
Platini che se ne intende e ha fatto carriera per questo, aveva dichiarato che questa partita la decidevano i campioni. Infatti Cristiano Ronaldo ha segnato un gol ma poi ha sbagliato il suo rigore, molto malamente per giunta. Verra' salvato piu' tardi dall'ottimo e sottovalutato (dai divinizzatori del Platini) Van Der Saar, che alla fine parera' Anelka e portera' il Manchester in paradiso.
Passino indietro: dopo l'errore di Ronaldo era sufficiente che capitan Terry del Chelsea spingesse quell'ultimo maledetto rigore dentro, era l'ultima agevole formalita' tra i londinesi e il cielo.
Invece Terry e' scivolato mancando di un soffio la porta. Ancora un paio di tiri d'agonia ma l'inerzia era oramai scivolata dal quartiere "in" di London City verso le Midlands. Sic transit, la parata finale di Van Der Saar ha consegnato il trofeo al team favorito alla vigilia ma la partita e' stata tatticamente dominata dai londinesi nel secondo tempo e nei supplementari. Come nella vita: lotti bene, applausi a scena aperta, ma puo' vincere un altro.

L'altra volta che due squadre connazionali erano arrivate a disputarsi la Champions ai rigori (guarda caso a Manchester) era stata immersione totale e infine gioia pura, senso di giustizia, appagante coinvolgimento da tifoso.
Stavolta invece riesco ovviamente a giudicare il momento con maggior distacco. E consideri che nulla come i rigori ti mette davanti al mistero del niente che puo' separare gioia e dolore: una email, un sussurro, un sassolino, uno sguardo, un calcio a un pallone. Compenetrati, compresenti, mors tua vita mea.
Prendi capitan Terry: sei letteralmente a un passo dal tetto del mondo, hai le carte in mano e te la giochi in casa del tuo azionista che sta li' seduto a guardarti: una scivolata e subitaneamente ti ritrovi dalle stelle alle stalle, nel baratro nero e senza luce. Ti sei fumato la Champions, l'obiettivo di una vita. L'hai persa tu di fronte ai tuoi uomini e ai tuoi tifosi, di fronte a tutto il mondo.
E' quella sottile linea rossa che divide il cielo dall'inferno.
Lo sai bene, lo sai da prima che e' cosi', che corri quel rischio anche se non te lo espliciti mai; ma le gambe tremano mica per niente mentre ti avvii verso l'altare che potrebbe tramutarsi nel tuo patibolo. Perche' piu' bravo sei, piu' si alza il sottile filo sopra il quale ti esibisci tra l'ammirazione della folla; piu' alto sara' il loro applauso alla fine dell'esercizio perfetto, ma piu' male ti farai se cadi.
E allora e' piu' forte il rischio di soffrire, di provare un dolore che ti porterai dentro per tutta la vita o il fatto di esserci, d'averci provato? Il "mio" Rudyard Kipling non avrebbe dubbi cosa dovrebbe scegliere un uomo: forza Terry, forza uomo.
Che tanto alla fine anche se ti sottrai dal provarci , un giorno la vita si presentera' per reclamare cio' che ti ha dato, quel tanto o quel poco: il posto di possente capobranco o il tuo magro pasto. Nondimeno un capobranco lottera' sino alla fine. C'est la vie, la sua disperata grandezza.
Forse anche l'amico Gabbiano sarebbe d'accordo con Rudyard stavolta.

8 commenti:

gabbianourlante ha detto...

non l'ho vista.... ma del resto non mi infiammo molto per queste cose. Sono sollevato per domenica scorsa in cui ho temuto per la scia di SUICIDI che sarebbe successo se... e siccome ne conosco parecchi...

ma queste sono sofferenze con cui penso si possa convivere. Tanto c'è sempre la prossima partita... nell'altro campo le cose non stanno proprio così....

che ti devo dire? sarai più stoico di me... io più disilluso, non mi aspetto il lieto fine Forrest gump - gran film - ma la realtà sa essere ben più tagliente.

saluti...

gabbianourlante ha detto...

ps. piuttosto perchè tanto affanno per le prime 4, per arrivare a giocarsi la ciempions, quando non arrivano nemmeno alla semifinale? haw haw....

Abr ha detto...

La vita e' fatta di obiettivi, propri o altrui .. che una volta raggiunti si trasformano in altri obiettivi. Ma soprattutto, per quanto bravo sei e per quanto successo abbia, prima o poi verrai comunque superato.

Trovo che lo sport sia una metafora molto interessante della vita. Terry ier sera m'ha fatto pensare al vecchio capobranco umiliato dal giovanotto.

Quanto agli sfotto', guarda che ce n'e' per tutti: perche' prendersela tanto con l'Inter quando poi gli regali il giocatore che da solo gli fa vincere i campionati?

Abr ha detto...

Stoico e' la parola giusta (Seneca mon amour): queste sono le regole del gioco, se non ti va o non lo sopporti pace, non sei ne' da biasimare ne' da eliminare.
Al contempo, che ammirazione per chi "stoicamente" va avanti nonostante le (inevitabili) sconfitte, comprendendo che il porprio bagalgio non e' costituito tanto da quanto si prende quanto da quanto si da' ...

(Forrest, che non e' ne' pessimista ne' ottimista come film: scorre via lieve e impalpabiel come una piuma portata via dal vento, come la vita).

gabbianourlante ha detto...

come non è ottimistico? io l'ho trovato stupendamente ottimistico, e anche se non lo "sento" vero fino in fondo, apprezzo chi sa mantenerlo dentro nel proprio animo....

da solo gli fa vincere? era in giornata punto: sennò erano pure approdati in ciempion cosa che invece fa acqua. se la giornata gli fosse andata storta come a terry a quest'ora c'era un sacco di gente in clinica.

anche del piero lo danno forte: a me pare che sia forte solo quando gioca con quella maglia - quando giochi in azzurro LA MUSICA CAMBIA. scommettiamo che farà poco o niente agli europei? perchè all'estero non è che si buttano per terra al suo passaggio...
ma queste sono piccolezze....

Abr ha detto...

:) piccolezze ottimiste

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

Perche non:)

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