Art. 32: Riproduzione di articoli di riviste o giornali
1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, e' inserito il seguente:«1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalita' di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.»
Dal Decreto-Legge 3 ottobre 2006, n. 262 - Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria.
No, non si parla di uteri in affitto. Il Governo Serio, Liberale e Progressista ha pensato alla Felicità anche di noi blogger: il 3 ottobre scorso ha emanato decreto legge che limita la libertà di riproduzione totale o parziale di articoli di giornale o da sito giornalistico. Lo cito qui a fianco, speriamo bene ..
Non si può più riportare testi citando fonte e autore; si deve ottenere dall'Editore il permesso, concordando opportuno conquibus per mezzo di Organizzazione Buro-Sindacal-Corporativa preposta. Le multe previste per i trasgressori sono salate, le prime denunce sono già partite.
Il fatto suscita perplessità, per usare un eufemismo, come quelle esposte con la solita sagacia da Ce Lo Dice Hillman. In particolare, questo approccio legislativo è un controsenso rispetto al concetto stesso di internet, che è la libera circolazione e integrazione di informazioni.
E' anche una regola "asimmetrica" e corporativa: un giornale può citare tranquillamente e senza nulla dovere mie o vostre "scoperte", in quanto i nostri blog non sono riviste o giornali? Oppure lo sono diventati senza che lo sappiamo e che lo vogliamo? Devo allora starmene accuorto a citare Hillman o altri?
Altri si sono chiesti se i politici che legiferano su internet conoscano il mezzo del quale parlano. La risposta è , eccome! Proprio questo è il fatto: alle Sinistre Liberali Sociali e Progressiste, tutta 'sta libertà anarcoide dilagante produce fastidio fisico insopportabile, come le emorroidi a Luxuria.
Se si considera poi la Santa Alleanza tra Potere Sinistro e gran parte degli Editori con pennivendoli affiliati, il quadro corporativo protezionista in cui si calano certe legislazioni apparentemente "ignoranti" risulta ancora più chiaro. I "Palazzi" stanno vivendo malissimo la Riforma dell'Informazione che il blog sta provocando con tanto di morti e feriti (ad esempio anchormen prepensionati e bufale fosforescenti a Falluja).
Si ma, qualcuno dirà, nella blogosfera è "il Far West": tanta fuffa, imprecisione, copycat, razzismo e sesso, non si capisce più niente, la gente è confusa, una "regola" ci dev'essere. Ballooni.
In primis, okkio alle parole: il "Far West" è tanto vituperato da chi mira a "proteggerci anche da noi stessi", mentre per noi è l'acronimo stesso di opportunità, iniziativa, riscatto e successo: "Go West young man!".
Nel merito, la prima confusione la fa chi accomuni temi così diversi, senza considerare poi che c'è di tutto, sesso e illustrissimi copycat inclusi, anche nelle radio nelle tv nella musica per le strade e nei giornali; ed è giusto che sia così, è il bello della diretta ooopss, della democrazia.
Badate, non sono tra quei "liberisti" che sbrigativamente credano che tanto la selezione la fa il Mercato; mi devono ancora spiegare certi Grilli e altra spazzatura ad alto linkaggio Technorati.
La realtà è che il metro NON sono le visite, come dovrebbe insegnare il confronto in ambiti più tradizionali tra IlFoglio e Novella3000, passando dalla Gazzetta dello Sport o DomenicaIn. Tutto legittimo, c'è spazio per tutti, ognuno si qualifica (non quantifica) sulla base delle scelte che fa, delle cose che espone e di come lo fa.
Dall'altra parte mi fanno sorridere i seniorum severiorum, quelli che "o tempora o mora", si stava meglio quando si era in meno, quelli che si lagnano per la qualità della media dei blog.
Bellezze, è la media della gente che vi/ci circonda; se non vi va, o fate i kamikaze in qualche mercatino rionale, o la smettete prego di rompere i timpani; ritiratevi in qualche turris eburnea, un tozzo di pane e un think thank con annesso giornalino al giorno d'oggi non si nega più a nessuno (grazie in primis alla tanto vituperata blogosfera).
Okkei, dopo aver divagato come al solito, veniamo all'operativo: come intendiamo reagire alla legislazione vigente? Un chiaro "me ne frego" va benissimo, date le nostre dimensioni, ma sarebbe una pericolosa non risposta.
In Italia infatti, le regole sono fatte non per farle rispettare dalla generalità dei Cittadini, ma per poterle usare discrezionalmente quando serve. Se ogni Suddito è in un modo o nell'altro ricattabile e deve stare in campana, non ci sarà mai nessuna rivolta, qualsiasi sia la vessazione ingiustificata cui lo si sottopone, sia Canone Rai o doppia tassazione sulla prima casa.
Per cui, la risoluzione strategica di questo blog al riguardo è la seguente:
a) eliminazione delle citazioni da giornali riviste, periodici e sedicenti fonti giornalistiche italiane. Very sorry ma d'ora in poi niente crediti alla fonte, si passa nel caso al puro plagio, riformulando periodi e punteggiatura;
b) sul citare e linkare blogger italiani, prenderemo decisioni case by case, a scanso di equivoci; chi si sentisse colpito, se la prenda col Governo Liberale e Progressista che protegge interessi corporativi, incentivando di fatto l'elusione e l'evasione in ogni settore;
c) daremo più attenzione e continueremo a citare e dare credito a fonti straniere, soprattutto d'Oltreatlantico, dove certi rigurgiti socialisti non sussistono; tutto questo condito da un bel:
d) Resistere resistere resistere. Come ai tempi dei primi esperimenti di streaming musicale in Rete, un filo di sanissimo caracollo ai limiti della "zona grigia" tra illegalità e clandestinità, protetti dal numero e dall'irrilevanza; a un Anti-Stato come chi scrive la cosa non può che dare che profondo godimento, fin che riesce.