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Abr's No Comment

Scivoloni

Succede. Succede al Corrierino dei Piccoli edizione online, di piantare la peraltro già ripetutamente perduta faccia nella palta delle bufale d'annata - grande il nostro Coopetitor Nullo out from Scutleind che l'ha puntualmente segnalato.
Per la cronaca, l'articolo è rimasto online in grande evidenza tutta la mattina fino alle 13.30, poi è improvvisamente scomparso senza scuse e spiegazioni, un po' come i gerarchi sovietici in disgrazia dalle foto ufficiali.
Solo una nota: se sei un banale laureato in Scienze Politiche raccomandato come molti redattori, devi solo che abbassare lo sguardo davanti a un laureato a Yale nonchè Mba ad Harvard come G.W.Bush; se proprio il brivido è il tuo mestiere, almeno controlla prima di pubblicare! Già Caio Giulio Cesare notava comunque come gli ometti da poco credano volentieri a ciò che gli piacerebbe fosse vero.
Succede. Succede anche che uno ti sembra un signorile e affidabile buon padre di famiglia, presidente di primaria anche se poco vincente realtà sportiva (vedi immagine) ma, tutt'è d'un tratto, all'alba dei sessanta suonati, se n'esce pubblicamente ghignando, zompettando, facendo gestacci volgari e dicendo le parolacce.
Può essere un caso di regressio adulescentiae, di frustrazione liberata e senso di intimo disagio; o anche crisi di rigetto all'inopinato ingoio - del fischietto anti-Ronaldo; e vabbè càpita.
Il caso ricade forse nel sillogismo Bracardiano "l'ommo è una besstia!". Il Corrierino dei Piccoli mostra invece quanto servirebbe un po' di straordineria umiltè alla Sacchi.
Succede. Succede nella blogosfera: c'è chi reagisce a prese di posizione secondo lui intolleranti e intollerabili; senza accorgersene si lascia infervorare, fino ad assumere i toni e il livello di argomentazione di coloro che critica. Ecco allora fioccare le generalizzazioni, i dàgli al fascista, gli io non ci sto più. Siamo sinceri, può capitare a tutti, chi è senza peccato ... fatto sta che è sterile parlarsi addosso.

Lo scivolone nella palta blogghereccia che mi ha colpito tratta argomento sensibile: l'omosessualità o come si dice oggi, con sagace rovesciamento del tiro di sbarramento socio-culturale, l'omofobia.
La polemica nella blogosfera e fuori è montata per un articolo, potabile o forse no (chissene), sul Domenicale di un tal Risè - sorry non abbiamo in gran stima medici e psicoterapeuti assortiti.
Apriti cielo! Fioccano post e commenti, s'apre aspro il contenzioso con morti e feriti. Una cosa sola emerge chiara e forte: l'intolleranza reciproca, l'incomunicabilità alla Antonioni. Da ciò se ne deduce il totale disinteresse di ambo le parti a identificare una soluzione, il crogiolarsi nel sogno di schiacciare l'avversario sotto il peso delle proprie incontrovertibili ragioni. Adolescenziale.
Va sottolineato come questa evidentemente sia l'era dei conflitti asimmetrici: c'è una parte "insorgente" che, dopo lunga inerzia e silenzio ha ritrovato consistenza (grazie a Pannella e al suo guanto della sfida referendario sulla legge 40) e resiste sul piano della concessione di diritti.
L'altra parte invece spara cazzate preventive ad alto potenziale (alto almeno quanto le imprecisioni di Risè, quindi non c'è da stare allegri per la qualità del dibattito), come sul Corrierino l'altra settimana ( il "gene" dell'omosessualità - bum!), approcciando un tema controverso e di coscienza con gli stilemi ideologici della Rivoluzione Culturale Maoista. No prigionieri, colpirne uno per educarne cento? Buon pro a tutti.
Il problema vero è che sotto in sala macchine gli animi si scaldano. Tra i cervellini più "brillanti" alla base, tra lettori di Corrierini e in mezzo ai Moratti della blogosfera, 'sto scontro tra "titani" (*@#) si traduce inevitabilmente in un gran tirar sassate, nel deturpare e volgarizzare, insultare, insinuare. Grande Anatema.
Sia come sia, scusate ma preferiamo starne fuori; non sentiamo il bisogno di infilare la testa in sterili vespai polemici, riserva di caccia ben che vada di portatori di interesse soggettivo e poco oggettivo, o peggio di perditempo ossessivi e vittimisti da ambo i fronti.
Ergo, nominiamo il peccato e non i peccatori; non per ostilità ma solo per rifuggire alle polemiche. Concludiamo riportando un favoloso e definitivo commento di Paolo di Lautreamont che riassume perfettamente la nostra linea al proposito:
"Non mi occupo che di sghimbescio di questioni di etica sociale, o comportamenti individuali, cronaca, orientamento sessuale etc. Purtroppo devo però rilevare che in Italia questi comportamenti diventano ipso facto questione di legge, di partito, di schieramento, di guerra per bande. Questa spaccatura rischia di essere simmetrica, soprattutto nella base, dove emergono più facilmente eccessi e abusi verbali e intellettuali. Da qui derivano spaccature, liti di cortile, minacce di espulsione, fughe, ritorni e pentimenti. Mi dissocio da questo schema, che giudico perfettamente simmetrico e inconcludente."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ty 4 d pick&roll... ;)

Abr ha detto...

czz anonimo, quello schema lì lo sapevo ma ora non me lo ricordo .... ;-)

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