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Total rugby weekend

Responsabilizzati dalla "defezione emotiva" di Brett l'altro Persuader, prendiamo il testimone da cronista e analizziamo quasi-live quello che succede nel weekend rugbistico, penultimo turno del Sei Nazioni.
Ovviamente l'occhio di riguardo sarà alla prova dell'Italia contro il Wales, ma francamente siamo ancora molto presi dalla bellezza tecnica, epica e maschiamente educativa di questo sport, la miglior risposta possibile - oltre all'indifferenza - alle isterie di Checca Paone o SanToro :-D.
Ragion per cui ci godiamo senza paura di indigestioni rugbistiche anche la sfida dell'Irlanda al Murrayfield, obiettivo Triple Crown, trofeo per chi vinca tutte le sfide tra le quattro squadre anglo-celtiche; domenica poi non ci faremo mancare la classicissima Inghilterra-Francia, sopportando qualche (pur minimale) conflitto di interessi col derby calcistico de Milan.
Scozia-Irlanda
(18-19):
Gli irlandesi inizialmente chiariscono chi controlla il campo: attacchi tambureggianti alla linea del vantaggio sia con gli avanti che con i trequarti, alla ricerca di varchi e falli. Nonostante il dominio irlandese di possesso e territorio, gli scozzesi tengono disciplinatamente botta e a fine primo tempo sono sotto solo di 4 punti. Molto significativo quello che avviene al 28': l'Irlanda avanza metro dopo metro, compie almeno quindici fasi in attacco tra pick and go e aperture, ma alla fine non raccoglie manco un punto.
Sintesi di quello che l'Irlanda ha fatto vedere in questo Sei Nazioni: il più bel gioco d'Europa, alcune individualità di spicco in tutti i reparti (tra tutti monumento O'Connell e il solito cecchino O'Gara, più oggi il centro Hickie), ma tutto più dispendioso che redditizio. Quasi a controprova di questo, l'Irlanda va in meta ma rubando palla su errore scozzese, manco fosse l'Italia.
Gli irlandesi non ne escono neanche all'inizio del secondo tempo: arrivano a un millimetro dalla meta a forza di avanti ma non raccolgono punti e non riescono nemmeno ad approfittare della superiorità numerica.
Al 65' Patterson sempre lui porta la Scozia sul 18 a 13, ma l'Irlanda ripristina rapidamente il rapporto tra punti e valori in campo mettendo O'Gara in condizione di calciare ripetutamente, ed è 18 a 19 a favore dei trifogli.
La sfida rimane aperta per tutti gli ultimi dieci minuti, ma finisce giustamente così; orgoglio scozzese ripristinato e terza Triple Crown irlandese in quattro anni.
Un attimo che abbasso il volume per ignorare più possibile il Cecinelli, ci ritroviamo più tardi.
Italia-Galles (23-20)
Il tema di questa sfida a nostro avviso: riusciranno i nostri eroi, potenzialmente i Sudafricani d'Europa per il tipo di gioco che potrebbero essere in grado di esprimere, a reggere la duplice pressione di una squadra oggettivamente superiore e sinora poco produttiva, più quella dell'ambiente, fin troppo esaltato per la vittoria esterna in Scozia, a nostro avviso meritata ma anche un po' fortunosa? Conferma cercasi insomma.
A due minuti dall'inizio, volata interessante italiana verso la meta, peccato per l'ultimo avventuroso passaggio in avanti, ma è un buon inizio, i nostri muovono i trequarti. L'Italia fa una ottima pressione difensiva prendendosi dei rischi, infatti si becca tre fuorigioco di fila e il Galles prende territorio.
La partita è molto equilibrata, ma ci facciamo preferire inizalmente: guadagnamo due calci per Pes - il nostro vil-Wilkinson per come si prepara; uno tentato da un milione di chilometri, l'altro finalmente trasformato; a metà del primo tempo altro calcio e altri 3 punti per l'Italia.
Dopo aver subìto, il Galles si sveglia e ci pressa con azioni alla mano; infine al 26' i gallesi passano con S.Williams in mezzo ai pali. Trequarti gallesi dilaganti contro difesa italiana, cavalleria contro quadrati; per l'Italia si fa dura.
Al 32' reazione italiana ficcante ma poco incisiva; perlomeno facciamo un po' di possesso. Il Galles trova due buchi nella difesa ma l'Italia recupera sia pur con affanno. E proprio mentre subiamo, riusciamo ad approfittare con scaltrezza del massimo sbilanciamento offensivo degli avversari: un calcio lancia l'ala (nostra) Robertson che va in meta con un bruciante sprint di 40 metri: 13 a 7 alla fine del primo tempo.
La partita rimane in grande equilibrio, un po' frenetica e confusionaria.
Il secondo tempo inizia come è finito il primo: cavalleria gallese contro trincee italiane, ci becchiamo subito un calcio di punizione da Hook e andiamo sotto con una meta del tallonatore Rees su "buco" al placcaggio di Troncon al 46'. Successivamente per almeno 10 minuti siamo all'offensiva, confusionari non concludiamo nulla. Il Galles reagisce e l'equilibrio altamente instabile tra le due squadre è ristabilito; loro sono più veloci ed esperti, noi più motivati e continui.
Le due squadre giocano le fasi centrali del secondo tempo allo stesso modo e a viso aperto, difesa contro cavalleria, veloce la loro, pesante la nostra. La nostra pressione aumenta progressivamente, dopo una serie di assalti all'arma bianca infruttosi, al 72' accorciamo 16 a 20. La partita prosegue come prima, ma forse abbiamo più birra di loro.
A tre minuti dalla fine, l'apoteosi oramai insperata: dopo una serie di assalti pick and go degli avanti a un metro dalla meta - situazione già provata senza esiti al 60' e molto simile alla meta di Troncon contro la Scozia - Pes invece di aprire prova un calcetto a scavalcare dai cinque metri; Mauro Bergamasco è il più lesto, si fionda e chiude schiacciando in meta.
Gli ultimi due minuti sono l'assalto alla Maginot italiana da parte gallese, finchè una incomprensione con l'arbitro all'ultimo secondo priva i gallesi di un "rigore" con cui ci avrebbero certamente restituito il pareggio dell'anno scorso al Millennium.

L'Italia ottiene per la prima volta due vittorie nel torneo e non ruba nulla. E' stata una grande battaglia, equilibrata e per lunghe fasi un po' frenetica, con il nostro Parisse man of the match; partita in cui cuore e motivazione hanno avuto la meglio su esperienza e qualità.
L'Italia è cresciuta, sorprende confermandosi, un po' come la prima squadra de Milan in Champions; contrariamente alla seconda (squadra del Milan), non indulge in vittimismi e cresce risparmiandosi la spocchia.
L'Italia del rugby dimostra oggi a tutti che sta degnamente nel Sei Nazioni. Notazione per i più distratti, ci stava degnamente anche prima; la differenza ora è che può giocarsela con tutte ed è oggetto di un nuovo rispetto. Anche da parte degli arbitri (il che è sempre un segnale significativo). L'abbiamo dimostrato oggi ma l'abbiamo rivelato, prima ancora che a Murrayfield, a Twickenham contro l'Inghilterra.

UPDATE 11/3:
Inghilterra-Francia (26-18)
S'alza finalmente a Twickenham a ragion veduta dopo tanto tempo il canto: "Swing low, sweet chariot ...". L'Inghilterra dei giovani si impone meritatamente, con personalità e gioco "all'irlandese" (vedere sopra) a una Francia stavolta più rinunciataria che sorniona: l'atteggiamento alla Milan "tanto ora t'acchiappo", egregiamente esibito dai galletti a Dublino, a Twickenham non regge. Manca Wilkinson tra gli inglesi, degnamente sostituito da due baldissimi ventenni che si guadagnano una meta ciascuno;
rientra all'ala il veterano Mike Catt, molto efficace la sua partita.
Match seguito distrattamente nel primo tempo, ammetto, causa derby; la seconda squadra de Milan non ha dimostrato per nulla tutta 'sta immane superiorità tecnica tutta italiana e poco europea, se non nel minor numero di errori decisivi. Notevole comunque l'ingoio - di fischietto - imposto dal goal Ronaldo a qualche decina di migliaia di .. sportivi, incluso il Moratti, che come signorilità la mette nel culo a chiunque.
Torniamo agli sport superiori per sportivi veri: all'ultima giornata i giochi nel Sei Nazioni saranno aperti più che mai, con l'Inghilterra potenzialmente vincente! Una fetta del trofeo tra l'altro sarà nelle mani e nei piedi italiani nella loro sfida contro gli irlandesi. L'avevamo detto: anno premondiale, torneo pazzo..

5 commenti:

Mauro ha detto...

Bella cronaca di una partita emozionantissima, come tutte quelle del 6 nazioni.

Stratosferico Robertson che calcia e scatta subito a prendere il suo stesso lancio: i gallesi sembravano fermi.

Abr ha detto...

Tnxs Mauro, partita sofferta a tratti caotica ma bellissima, concordo.

ringo ha detto...

Se non fosse che il Mondiale lo trasmettono su Sky, con Vittorio Munari che sta già lavorando su qualche nomignolo da tirare fuori in cronaca, mi affiderei alla tua!
Tahnks Danny!

nullo ha detto...

che coglioni che c'ha avuto pez a dare quella palla... non ho capito la scelta di tirare la prima volta, e metterla nell'angolo la seconda (noi, profani, pensavamo avrebbe messo in angolo gia' la prima volta). pero' ha pagato

p.s. ibra

Abr ha detto...

You welcome Brett, sono stato motivato e caricato dal tuo incarico ufficiale.

Vero nullo, ero stato critico con Pes nel passato - troppo piede poco "coraggio" - ma stavolta mi devo ricredere.
Lì in campo è come in prima linea, le decisioni vanno prese rapidamente, e qindi a volte risultano per noi poltronati difficili da comprendere.
E' uno dei motivi questo - il training a prendere decisioni rapide ed efficaci - per cui gli anglosassono ti chiedono sempre, oltre alle solite esperienze pregresse, che sport hai fatto e che risultati hai ottenuto in essi, nei colloqui di assunzione. Sagaaaci... sport come scuola di vita.

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