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Abr's No Comment

Largo ai Volonterosi?

I "Volonterosi" Italiani vengono triturati 3-39 dalla Francia nell'apertura del Sei Nazioni 2007; stessa fine fa la mia sensibilità rugbistica, irritata dal commento Cecinelliano.
Era in preventivo, come del resto la sconfitta era nell'ordine delle cose (in foto, Chabal "pinza" Mauro B.); quello che delude piuttosto sono le cinque mete a zero, è assistere ai nostri tentativi di abbattere muri a testate, fin che non si perde palla e si subisce; devono solo aspettare i nostri errori.

Il che fa riflettere: forse all'Italia non serve un francese pur ispirato e preparato come Berbizier, ma un sergente di ferro anglosassone tutto fondamentali, concentrazione e back to basics, come Kirwan prima maniera. Col francese siamo tornati indietro in termini di concentrazione e determinazione, senza guadagnare niente in iniziative d'attacco.
Dal rugby alla politica: si parva licet, anche la sopravvalutata storia dei "Volonterosi" è un tornare indietro, una iniziativa peggio che inutile, un diversivo che fa perdere d'occhio i fondamentali.
Lo dimostrano le ultime performance parlamentari; evidenziano come la Maggioranza a tutto sia disposta, figure di m... incluse, pur di mantenere in vita o almeno in coma vigile l'alleanza tra riformisti e radicali che incarna e sostanzia il Governo Prodi. Quelli della Maggioranza non possono che vedere come il fumo negli occhi ogni iniziativa che getti ponti tra i due schieramenti; peggio che mai, nel nome poi di iniziative liberali.
Beninteso, sappiamo che alcuni dei "ggiovani" promotori, Capezzone in primis, sono sinceramente intesi all'avanzamento del liberalismo ovunque e comunque. Infatti appartengono a una cultura della testimonianza più che del risultato. E rimango personalmente convinto che la testa di Capezzone sia stata chiesta a Pannella da Prodi in persona, proprio per la sua Volonterosa ma improvvida iniziativa.
Già questo basterebbe ad azzoppare chiunque; nemmeno il più grande idealista gandhiano non può però fingere di non vedere come i Volonterosi siano infiltrati da mentalità primo-repubblicane, portate ai giochini di palazzo; certi personaggini sono lì perchè soffrono (a star lontani dal Potere) e quindi .. s'offrono. Pura lap dance, sotto il perizoma niente.
Un ulteriore indizio, se mai servisse: quando un parlamentare dell'Ulivo afferma da Ferrara che sarebbe opportuno convergere in modo bipartisan su una serie di temi di politica estera, Sansonetti direttore di Liberazione subito chiede: "Ah, quindi lei è per la caduta di Prodi?".
Volonterosi uguale peggio di Calderoli per Prodi e la sua Guardia "Repubblichina". Allora non è criticabile l'assenza di esponenti del Centrodestra da quei finti e inutili tavoli Volonterosi .
Qualcuno come Calderoli e Castelli lo sa perchè non c'è - rispetto per gli elettori che chiedono solo di mandare a casa Prodi; altri invece non ci sono perchè in attesa di disposizioni. Comunque condannare il centrodestra per l'assenza da tavoli abbondantemente inutili e volonterosamente mediatici, è come accusare l'agnello a valle del ruscello di sporcare l'acqua al lupo a monte. C'è anche qualcuno che sostiene il contrario, e ci mancherebbe; lo linkiamo come da gentile richiesta .... se non vado errato, quel post è del giorno prima al patatrac parlamentare distruggi alibi qui sopra citato. Altri cento di quei post amico ;-D

11 commenti:

Cantor ha detto...

Sei tremendo, neanche un link! Ciao!

Abr ha detto...

Ciao Cantor, il mio post espone in positivo come la vedo io; non è polemico e "contro" il tuo, che peraltro ho letto, come spesso faccio con i tuoi.
Comunque rimedio subito: aggiungerò un pizzico di contrapposizione, se ci tieni tanto, non mi costa niente e, come dice la pubbicità sky, cosa non farei per un amico ... ;-)

ps.: dev'essere 'sta attitudine very cool che mi ritrovo che da certune comuni amiche dal sangue caliente mi fa guadagnare lo sprezzo del "pesce in barile"... animale più ambientato in Asl che nel FarWest aziendale del Nord, ma tant'è ...

ringo ha detto...

Danny, non sai come ci sono rimasto male dopo due minuti, quando abbiamo cominciato a sbagliare la mira. Il solito problema comunque, che vuoi che ti dica: bravi in mischia, anche se Nieto ha visto solo il verde dell'erba oggi, talmente ci appoggiava bene la testa. Ma nel gioco dei trequarti, troppi errori e troppi individualismi. Davvero non mi attendevo un'Italia del genere.

Abr ha detto...

Menomale che qualcuno mi riporta alla dura realtà delle cose veramente importanti. Siamo tornati indietro, inutile nascondercelo.
Tutta l'Italia, ance nel calcio e nella convivenza civile ... tutta colpa della sinistra, indubbio. Secondo me Berbizier vota Segolina, ecco.

Zamax ha detto...

I volenterosi, se ne rendano conto o no, sono gli utili idioti dei cosiddetti "poteri forti" come ho cercato di spiegare in questo post:
http://zamax.wordpress.com/2007/01/31/volenti-o-nolenti-volenterosi/

Nel rugby più che volenterosi, siamo velleitari. Quando apriamo il gioco ci infilzano come tordi e quasi sembra che ci aspettino apposta. E i galletti sono specialisti in questo. In attacco siamo in preda alla frenesia e dimentichiamo che anche giocando in velocità bisogna ricordarsi dei fondamentali. E poi per mancanza di organizzazione e di automatismi nei movimenti non riusciamo mai a creare la superiorità numerica in fase di attacco. Purtroppo la nazionale italiana ha cominciato a vincere qualche anno fa (riuscendo a entrare nell'allora Cinque Nazioni) proprio nel momento in cui il rugby europeo stava cambiando completamente, imparando molto per quanto riguarda la velocizzazione del gioco da quello dell'emisfero australe. Mi ricordo che in quegli anni la Benetton (io sono trevigiano) vinceva spesso in casa nelle coppe europee e quasi regolarmente con le squadre gallesi e scozzesi. Queste ultime poi sembravano nettamente inferiori. Ma in due-tre anni è cambiato tutto. E' stata una rivoluzione, come nel calcio a suo tempo con l'applicazione metodica del pressing, giocando molto anche sulla linea del fuorigioco e ottimizzando i tempi. Noi invece siamo rimasti indietro per cui, oltre all'acclarata inferiotà tecnica, ci facciamo spesso sorprendere dagli spostamenti improvvisi della linea d'attacco avversaria. E poi manchiamo d'identità non avendo un gioco "nostro" fosse anche brutto, sporco e cattivo. Mentre gli argentini se ne sbattono del galateo e giocano senza complessi, combattivi, coriacei, spigolosi e capitalizzano al massimo le qualità tecniche di qualche loro giocatore, specie nei calci.

Abr ha detto...

Parli come un libro stampato del rugby Zamax. Che dispiacere dover dar ragione a un trevigiano (sono padovano, anzi più precisamente petrarchino di nascita e di maglia)... ;-)
Ma per l'erà che ho, sarebbe stato peggio tu fossi stato di Rovigo ...

Battutazze da terzo tempo a parte,
l'Italia ha cominciato a spedire pattuglie consistenti di giocatori all'estero per fargli fare esperienza e continua a reclutare trainer stranieri.
Dimentica però un fatto: il rugby - Wilkinson a parte - non si fa con le grandi individualità, è uno sport di squadra.
La lezione gallese è significativa; ancor di più quella irlandese - abolizione delle squadrette, concentrazione in 4 super team "di contea" in funzione nazionale etc.

L'identità di gioco se non ce l'hai (a livello campionato) non te la puoi dare.
In questo senso almeno Kirwan ci aveva provato con un processo top down: eravamo una delle difese più toste sugli avanti.
Solo che:
a) a 20 min. dal termine avevamo regolarmente finito al benzina;
b) di fase d'attacco non se ne parlava proprio. Calci e via.
Pensionato Domingues insomma, l'Italia è ancora da quel dì in cerca di una sua identità.
Un po' difficile farlo qui o al Mondiale ...

Zamax ha detto...

Libro stampato? Ma no! Anzi, confesso che ho perfino ancora qualche incertezza a comprendere al 100% il regolamento! Mi sono avvicinato (e senza regolarità) al rugby quindici-venti anni fa, stufo della cafonaggine del calcio (a parte i fatti di questi giorni, è mai possibile che si parli del mercato dei giocatori da mane a sera?). Si andava alle partite e almeno ci si prendeva simpaticamente in giro tra tifoserie (adesso sono scomparse anche quelle con la desertificazione di giocatori che abbiamo subito): quella di Rovigo era incredibile e perfino sanguigna, rispetto a quella trevigiana che sembrava un club di gentiluomini di campagna annoiati al confronto.
Per fare i "super team di contea" come il Leinster e il Munster (o era l'Ulster?, non ricordo più) che ho potuto ammirare a Treviso, bisognerebbe però disporre di una base di giocatori molto più ampia, temo.
Visto che nel Veneto c'è ancora forse un retroterra culturale favorevole, secondo me a livello regionale si dovrebbero prendere le cose in mano con l'introduzione di questo sport nelle scuole. Da giovani ci hanno rotto le balle con la pallavolo, però i risultati si sono visti, e come, a livello nazionale. Nella speranza di diventare in Italia un po' quello che è il Sud-Ovest in Francia, terroir de rugby, ma anche a livello mediatico. Per dare un'idea della differenza ricordo che in occasione di una recente partita di Heineken Cup tra Treviso e USAP, la squadra di Perpignano,per rivedere le immagini della partita (a Treviso!)mi sono dovuto collegare al sito internet di France 3, e al telegiornale dell'edizione regionale del Languedoc-Roussillon (un po' il nostro TG3 Ediz. Reg.),dove non solo hanno vedere le azioni più importanti della partita e un seguito di interviste, ma il giorno prima prima avevano trasmesso un servizio sulla trasferta aerea in terra veneta della squadra franco-catalana!

ringo ha detto...

Questi sono argomenti sportivi, che bella sensazione!
Un padovano ed un trevigiano che parlano di rugby: God bless Webb Ellis.
Tornando sulll'argomento Celtic League (insomma, io tifo per i Cardiff Blues...), caro Danny hai pienamente ragione. Ti dirò di più, sono stati molto furbi, almeno per quanto riguarda i gallesi. Dopo la costruzione del Millenium la federazione era in rosso, pareva l'Unione Sovietica al collasso. Hanno ricostruito le fondamenta (basic rules) con la squadre "di provincia", mentre un'altra premier, la welsh premier con altre formazioni, va per i cavoli suoi. Hanno risparmiato e due anni fa si sono goduti il grand slam.
Riguardo a quello che dice zamax, io mi aspettavo le dirette di Heineken Cup su Sky, ma mi sa che non le trasmettono perché hanno già comprato i diritti per i mondiali. Credo, la coincidenza mi sembra... coincidere.

Abr ha detto...

Brett, tnxs del significativo contributo alla discussione sulla stora del Wales, che effettivamente conosco meno di quella irlandese.

Trevigiani signori? Dovevano essere tutti alle partite che vedevi tu, alle mie, gli AllBlacks de'noantri, non ve n'era proprio traccia ... ;-)
Comunque i più pittoreschi e "cattivi" erano sicuramente i Bressajeri di Rovigo.
Nel Veneto c'era sicuramente la base, ma non le teste (Bollesan è l'esmpio eclatante).
Il rugby è stato di fatto scippato da Roma (dove gioca la Nazionale?) e dal Lombardo-Emiliano.
Con la scusa di cercare di diffondere lo sport a livello nazionale, hanno reso il Veneto quello che è nel calcio: un sebatoio di campioni (DelPiero, Zambrotta etc.) senza squadre di peso.
Con l'eccezione Benetton; che però è il più grande nemico dell'instaurare un modello di convergenza "regionale" al rugby: a loro interessa il proscenio locale-internazionale, saltando espropri e trappole pseudo-identitarie, very uncorrect in Italy.
Sic transit gloria rugby in Veneto, che poteva veramente divenire il SudOuest italiano.
Siamo sempre stati un po' tasi e tira e un po' ingenui; quelli di noi coi soldi e le capacità imprenditoriali, han fatto discorsi molto individuali e poco identitari.

inyqua ha detto...

fare il pesce in barile = mostrare indifferenza.

Dove sarebbe lo sprezzo poi me lo spiegherai...

(Dove lavoro io in effetti si 'mostra indifferenza' enorme a livello di Direzione Sanitaria. Personalmente pratico invece, -sangue caliente, oh yeah- la più accurata empatia coi miei pazienti...)

Stammi bene.

una caliente, immatura (sic) e sempre più distante
iny

Abr ha detto...

Cara Iny, incomunicabilità.
Stendiamo un pietoso velo sul tentativo di traduzione tendenziosamente "minimal" dell'epiteto (trascura il concetto di "intruppamento", di "maggioranza silenziosa", di "vigliaccheria" che sottintende).

Non è la prima volta che lo usi con me, adesso basta, ca suffit.
Senza rancore beninteso; ben consci che non si può essere simpatici a tutti.

Distante? Va bene così grazie. Sono sempre disposto all'ascolto e allo scambio, se su un piano di recriproco rispetto.
In particolare, ho già fatto l'errore di provare a spiegarmi con te, per scoprire troppo tardi che di ascoltare le mie ragioni non te ne poteva fregare di meno.

Stammi bene anche tu.

Ps.: (sic) significa: scritto esattamente così dall'autore. Usato soprattutto per evidenziare refusi o errori ortografici.
Non ho scritto di te quello che sottolinei col tuo "sic".
Ho scritto ben altro, dopo che tu mi hai consigliato "continua a fare il pesce in barile và" (sic).

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