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Abr's No Comment

Perchè tanto odio?

Era il sottotitolo delle strisce di Edika, eccessivo e scorrettissimo cartoonist francese, ospitate su Totem o Fluide Glacial; me l' ha ricordato questo stimolante post del gemello Master facendomi riflettere su noi italiani; già dalla figura si capisce il perchè.
Parto subito dal mio punto: le vacche assetate del post del Master si sistemerebbero più facilmente se si dibattesse di meno e si eseguisse di più.
In Italia purtroppo si concepisce la Poleis più come la piazza per le ciacòle, gli schieramenti ideologici e le baruffe, che non quello che filologicamente è, cioè una sorta di Condominio in cui tutti si vive.
Più dei gran principii (ognuno badi ai suoi nel suo privato, già è difficile così) servirebbe più pragmatismo e attenzione ai fatti concreti; bando a chi tenti di complicare le cose semplici per approfittarsene, bando alle vane ideologie astratte, ai vittimisti e alle minoranze becere e starnazzanti.

Da noi invece si deve ri-discutere tutto, sempre, nonostante una produzione legislativa mille volte superiore a democrazie esistenti da centinaia di anni prima della nostra; e ci tocca pure sentire che quello che ci manca sarebbero "le Rregole" (con erre rinforzata alla sicula...).
Da noi si perde tempo tra chiacchiere e scontri ideologici non mai per risolvere i problemi, chiedere ai campani, sommersi quasi più dalle chiacchiere sulle loro immondizie che non dalle stesse.
Da noi i politici più fondi dirottano verso i loro territori senza una logica più bravi si sentono e la gente li applaude; a casa mia la sottrazione di risorse comuni si chiama furto con destrezza, chi la compie è un ladro e chi ne tragga vantaggio, povero disoccupato padre di famiglia che sia, è un ricettatore, punto e fine delle trasmissioni.
Ecco forse perchè si guarda così spesso e volentieri all'estero, è forse la ricerca di una boccata d'aria non viziata. Anche lì però le genti italiche non si limitano a guardare per imparare, indossano gli occhiali colorati; un esempio è il Governo allestito da Sarkozy, ancora deve iniziare e già ognuno ci legge quello che gli piacerebbe.
Tutti "tirano la giacchetta" a questo esponente del pragmatismo a-ideologico così tipico delle destre sin dai tempi di Reagan. Abbiamo recentemente denunciato analogo tentativo autolesionista ( molto sostenuto dal mainstream media) di tirar per la giacchetta anche Giuliani, verso rigidità idealiste sui diritti civili che non appartengono al personaggio.
In mezzo a contanto provincialismo diffuso, capiamo la posizione, intellettualmente onesta ma difensiva, di chi affermi: "Noi siamo diversi" e quindi dobbiamo scovare una "via nostra".
[Inciso: quella è la classica frase del prospect ostile al cambiamento, a chi gli abbia illustrato insindacabile e pertinente caso di successo. Fine inciso]
E' chiaro che siamo diversi, ma visto che è indubbio che non siamo più avanti di altri, un po' di sano e moderno benchmarking sarebbe d'aiuto ... non si può sempre aver il tempo per reinventare la ruota, prendiamola e adattiamola piuttosto al nostro terreno.

Il motivo per cui propendo a sporgere lo sguardo fuori è insito nella mia risposta alla domanda iniziale: Perchè tanto odio? Qui torna utile il vignettista francese.
Edika descrive nelle sue strisce una "urbanità" (gente più animali domestici associati) abnorme, dagli atteggiamenti borghesi ma dalle aspirazioni edoniste pecorecce; il tutto reso mediante fisiognomiche sfigate, specchio di istintività sordide, furbetterie e assenza di valori profondi. Un popolo di Pierini insomma, coi cani che come sovente accade assomigliano ai loro padroni.
Tutti fingono di rispettare tutti, conclamando la loro "correttezza", i loro "sacrosanti diritti", la validità profonda e universale delle loro evidenti e intelligenti posizioni; la realtà è invece che tutti fanno quello che je comoda, concupendo, conculcando e usando - o tentano di usare - gli altri; il risultato finale è che tutti disprezzano e diffidano di tutti.
Sarà anche francese 'sto Edika, ma non vi pare un quadro nemmeno tanto esagerato della mentalità italica corrente?
Quell'Umanità varia e avariata che da noi s'affanna s'intruppa s'incazza, sempre tutti contro tutti, in particolare tra "vicini" (d'alloggio, di fila o di campo ideologico) come ai tempi dei Comuni e delle Signorie.
Un popolo di tifosi, accomodati al bar a leggere i (i titoli dei tele-)giornali, il cui unico sport attivo praticato è il commento e la chiacchiera pettegola, vana e faziosa.
Già ai tempi dei Grand Tours en Italie sapienti stranieri ci descrivevano come "un popolo di morti", "gente che vorrebbe campare esponendo i cadaveri degli avi" (Joyce); anche Stendhal, grande innamorato dell'Italia, sollecitava gli amici a visitarci prima che fosse troppo tardi: "la popolazione diviene sempre più chiusa e diffidente ogni giorno che passa". Erano i primi dell'Ottocento, figurarsi fosse passato adesso ... but pliiis, visit Italy ....

Con questo panorama umano che abbiamo di fronte, riemerge in me l'antico apprezzatore del Kipling-iano "Fardello dell'Uomo Bianco"(è il nome che si dava nell'Ottocento al concetto "esportare la democrazia"). Nei confronti dei popoli non in grado di gestirsi le loro Poleis da soli, altro che Federalismo, sarebbe del tutto opportuno un po' di sano COLONIALISMO.
Ci so' parti dell'Italia dove si rivota senza problemi gente che all'estero dovrebbe fuggire lontano per salvarsi, come tutti gli amministratori campani e laziali senza eccezioni (casi spazzatura e deficit stellare delle Asl ripianati rubando i soldi degli altri meno spreconi). Come si dice, chi non fa parte parte della soluzione è parte del problema. E andrebbe "risolto".
Lasciate perdere, sto esagerando; sono solo vagheggiamenti da vecchio nostalgico (intendiamoci bene, dell'Austria-Ungheria o della Serenissima); esagerazioni a parte, credo che abbiamo un grosso problema nazionale rappresentato dalla "ggente", che si fa rappresentare da chi più gli somiglia.
Il ruolo della Destra in questo scenario a maggior ragione dovrebbe essere quello che le appartiene da sempre: evitare di farsi risucchiare per reazione in ideologismi e idealismi contrapposti ad altri - ismi, quelli li si lasciano alle sinistre tutte e ai Democratici di stampo Wilsoniano. Rifiuto di "volare alto" con gli ideali, rifugio in un cinico e antipolitico riduzionismo alla "buona amministrazione" ? Per come siamo ridotti sarebbe comuque un buon inizio, non so voi ma sarei un po' stanchino di prese per i fondelli, non si dimentichi mai che la "buona politica" è prima ditutto "buona amministrazione" e viceversa. Per un Paese come il nostro infognato nelle -ismi e affollato di tifosi, al limite è pertinente alla destra anche l'anti-politica dei momenti più alti e esaltanti del Berlusconismo; a tal proposito, qui lo dico chiaro e forte, viva Michela Vittoria Brambilla tutta la vita e abbasso chi parli di "democrazia dal basso" per giustificare immeritate cadreghe via controllo delle tessere.
Non si deve dimenticare che cifra del Conservatore classico, da Thatcher a Reagan, non è la difesa passiva dei valori, non è la nostalgia o l'immobilismo; il conservatore è ben conscio che l'unica costante del mondo è il continuo cambiamento, molto di più di chi viva rimembrando i fasti della classe operaia in Paradiso; essere Conservatore è piuttosto una questione di approccio: usare un sano, a volte sbrigativo e rude pragmatismo col buon senso come bussola, al posto dell' idealismo dalle lodevoli intenzioni, ma che s'imbroglia appena metta la Ragione, qualsiasi Ragione, davanti all'Uomo.

6 commenti:

Otimaster ha detto...

Grazie della citazione gemello, proprio in questo momento noto che anche a Matrix hanno preso spunto dalle mie riflessioni : D... il tuo post è migliore quindi lo voto a mio discapito.

Neottolemo ha detto...

Ne ho parlato anche dalle mie parti. Restando in campo prettamente politico l'odio è forse sintomo di lassismo: ti esaspero con le misfatte del mio avversario, così mentre tu ti rodi il fegato io posso stare tranquillo per cinque minuti. Ovviamente odio genera odio. Così appena Berlusconi viene assolto e si compra Endemol io ti rimetto in gioco la legge sul conflitto d'interessi. E come tu dici "conflitto d'interessi" io ti dico che Visco ha zazzato con Unipol.

Abr ha detto...

Grazie per il voto my Bro., a buon rendere! Questo post by the way non è "contro" il tuo, abbiamo visioni diverse direi solo sul "peso" che l'occhiata di riguardo all'estero può rappresentare.
Questo post è stato ispirato dal tuo ne prende spunto e tenta di spiegare i perchè profondi che stanno sotto la tua lettura corretta della situazione italiana.
Secondo ovviamente il mio punto di vista.

Abr ha detto...

Benvenuto neottolemo, ora vengo a leggermi come la vedi.
Concordo che sia tutto un gioco autoreferenziale; oggi Lcdm ha detto all'assembela confindustria che il costo della politica in Italia sfiora i 4 miliardi di euro, il solo costo diretto del finanziamento ai partiti è 200 milioni contro i 73 della francia, manteniamo 18.000 dirigenti di enti pubblici ....
In Italia oramai c'è un "metapartito" che campa di politica e che direttamente o indirettamente fa campare milioni di famiglie in modo improduttivo e parassitario; ergo la confittualità artificiosa e artificiale si spiega.

Massimo ha detto...

Riflessioni condivisibili. Hai fatto lo sforzo di cercare di metterti al di sopra e guardare la nostra vita politica. Purtroppo si potrà ragionare così (e applicare) solo quando si avrà fiducia in chi sarà avversario e non nemico. Ma quanti di noi possono ragionevolmente dire di aver fiducia nella buona fede dei Prodi, D'alema, Rutelli, Fassino, Bertinotti, Di Pietro, Diliberto, Caruso, Guadagno, Grilini, Pecoraro e l'elenco potrebbe continuare con tutta la nomenklatura della sinistra (parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali, funzionari di partito, nominati negli enti ...). Allora non vorrei che applicare la "buona politica" non si risolvesse altro che in un assist a quello che, ancora oggi, è solo un nemico.

Abr ha detto...

Tnxs Massimo per le belle parole, ma forse non mi sono spiegato bene: il mio non vuole affatto essere un appello "bipartizan", men che meno affermare che chiunque c'ìè, basta amministri bene e siamo contenti.
Al contrario ...
Parto dalla constatazione che la debolezza italica sta nelle ggente più che nella politica che è una conseguenza, e chiudo con un forte appello "sarkoziano" alla destra: focalizziamoci su ciò che siamo sempre stati veramente, cioè pragmatici e dotati di buon senso, invece che inseguire con ideologie anti- le provocazioni idealiste.

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