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Afghannosi tatticismi

In questi giorni tiene banco l'ennesimo teatrino politico sulla la forma del "risarcimento" che il Governo deve alla sua ala sinistra, la quale poverina si straccia le vesti dopo aver subito il "purtroppo non possiamo dire di no" all'espansione di Camp Ederle a Vicenza.
Le recenti uscite di Vauro e di gente "sanguinetista" mandata in diretta dalle varie trasmissioni radiofoniche "che danno spazio agli ascoltatori", riguardo agli amerikani ("nazisti", "criminali", "bombardano i villaggi dei poveri contadini somali"), indicano la frustrazione attuale di questi cresciuti a musica e film e furore (anti-)americani. Chissà che siano più "duri e puri" dei loro rappresentanti, tanto da far finalmente saltare il banco. Hanno scelto di rivalersi sulla missione in Afghanistan, ma anche lì non è che l'ala sedicente Riformista del Governo abbia molti margini di manovra per accontentarli.
E scatta automatico il teatrino dei tatticismi, col mainstream media teleguidato a distrarre l'opinione pubblica dai veri problemi (sta per arrivare il 27 del mese, la gente si accorgerà quanto pesi nel portafoglio aver votato sinistro).
Apparente confusione sotto le luci del teatrino: chi si offre di correre in aiuto del Governo, e a che prezzo? Qual'è l'arcano disegno di Bossi da un lato, di Casini dall'altro?

Vedendola come partita a scacchi, da una parte abbiamo il governo guidato dalla stella polare della permanenza al potere a tutti i costi; verosimilmente Prodi sta pensando a porre la fiducia sul rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Il rischio è che, data l'irritazione a sinistra per l'esito vicentino, l' attrito interno alla maggioranza raggiunga livelli di guardia; ma dove volete che scappino; basterà ripetere ancora una volta: "Dopo di me il diluvio" ...
Qualche giornalaio amplifica nonostante tutto le sviolinate di esponenti della opposizione, apparentemente pronti a sostenere il decreto "per senso di responsabilità".
Pensare di aver a che fare con dei deficienti di solito non porta molto distante con le analisi.
Lascerei allora perdere i punti di domanda vagamente sprezzanti del "che sta pensando Bossi quiz" (il signore la mette in quel posto a molti in quanto a realismo), o a che gioco giochi il Casini disposto a votare a favore purchè non sia posta la fiducia (e vorrei anche vedere ..).
E' più probabile ci sia lo scenario "Kossovo" nella testa di costoro: il primo governo ulivista accettò il sostegno della Cdl, e di lì iniziò il suo percorso al progressivo sfascio.
Anche dillà però la memoria storica non difetta: credo che accettare i voti delle minoranza sarebbe per Prodi peggio dell'inizio di un incubo ricorrente.
Alla fine lor signori governativi si metteranno d'accordo su un bel testo schivagarbugli pieno di auspici e paroloni di pace; diranno no grazie ancora ai "volonterosi", che dovranno tornarsene a casa con la codina tra le gambine.
Molto meglio allora, anche da un punto di vista tattico, sarebbe per i Bossi e quanti NON fanno politica fine a sè stessa (non per caso tralascio volutamente Casini e sodali), di risintonizzarsi sul comune sentire del popolo Right dicendo chiaro e forte: "Fosse per noi, il problema non si sarebbe nemmeno posto. Avete fatto casino? Il Governo siete voi, uscitene da soli".
La gente apprezzerebbe una opposizione non solo forte nei sondaggi, ma che "si sente" anche forte.
Una opposizione in grado di dire coi fatti che la priorità del Paese è mandarli a casa. Basta tentativi di politica manovriera, basta educate spallate da ballerine di flamengo, mostrando maliziosi la caviglietta affusolata, non se ne può più.

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